La spiaggia che tutti associano a Follonica, una torre costruita dagli Appiani e una misteriosa strada sommersa che strada non è. Benvenuti in uno dei luoghi più sorprendenti della costa di Piombino.

C’è una cosa che dobbiamo chiarire.

Una volta per tutte.

Torre Mozza è Piombino.

Lo ripeto.

PIOMBINO.

Non Follonica.

Non un generico angolo della Maremma.

Non una spiaggia che appartiene a chissà quale località del Golfo.

Torre Mozza si trova nel territorio comunale di Piombino.

E non è soltanto una questione di confini amministrativi.

Perché la sua storia è legata direttamente alla città.

Agli Appiani.

Al mare.

Al ferro.

E a quel piccolo Stato che per secoli ha avuto proprio Piombino come capitale.

Quindi, se pensavate di conoscere Torre Mozza, aspettate.

Perché probabilmente c’è qualcosa che ancora non sapete.

UNA SPIAGGIA CON UNA TORRE DEL CINQUECENTO

Cominciamo dalla cosa più evidente.

La torre.

Quella che si trova praticamente sulla spiaggia.

Quella che rende Torre Mozza immediatamente riconoscibile.

Non è una costruzione decorativa.

Non è stata realizzata per abbellire il paesaggio.

E naturalmente non è nata per diventare lo sfondo delle nostre fotografie estive.

La torre venne costruita intorno all’inizio del Cinquecento per volontà degli Appiani, i signori di Piombino.

E questo dettaglio cambia completamente il racconto.

Perché Torre Mozza appartiene alla storia dello Stato di Piombino.

PERCHÉ GLI APPIANI COSTRUIRONO UNA TORRE PROPRIO QUI?

Per controllare il mare.

Il territorio piombinese occupava una posizione strategica nel Tirreno.

L’Elba.

Le rotte commerciali.

Le imbarcazioni che trasportavano minerali.

La necessità di sorvegliare la costa.

E naturalmente il pericolo delle incursioni provenienti dal mare.

Le torri costiere servivano proprio a questo.

Osservare.

Avvistare.

Segnalare.

Difendere.

Oggi guardiamo Torre Mozza e vediamo una spiaggia.

Cinque secoli fa qualcuno guardava lo stesso orizzonte cercando di capire se una nave fosse amica o nemica.

LA TORRE DEGLI APPIANI

Gli Appiani governarono Piombino a partire dal 1399.

Nel corso del Quattrocento trasformarono la città in una piccola corte rinascimentale.

Costruirono la Cittadella.

Commissionarono opere ad artisti come Andrea Guardi.

Difesero il proprio Stato dagli eserciti stranieri.

E svilupparono un sistema di fortificazioni destinato a proteggere il territorio.

Torre Mozza appartiene a questa storia.

Non è un monumento isolato.

È un tassello di un sistema molto più grande.

Quello della Piombino fortificata.

→ RADICI | Gli Appiani

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→ RADICI | La Piombino fortificata

MA TORRE MOZZA NASCONDE ANCHE UN MISTERO

E adesso arriviamo alla parte che preferisco.

Perché pochi metri davanti alla spiaggia, sotto la superficie del mare, si trova qualcosa di davvero particolare.

Una formazione rocciosa.

Lunga.

Relativamente piatta.

Che corre parallelamente alla costa.

In alcuni punti, con il mare calmo e trasparente, è possibile distinguerla chiaramente.

E da generazioni viene raccontata una storia.

Quella sarebbe l’antica Via Aurelia romana.

Una strada sommersa.

Una testimonianza dell’antichità.

Un percorso che il mare avrebbe lentamente inghiottito.

Bellissimo, vero?

Peccato che la spiegazione sia diversa.

LA STRADA ROMANA CHE NON È UNA STRADA ROMANA

La formazione rocciosa che si trova davanti a Torre Mozza viene identificata come beach rock.

Si tratta di una roccia sedimentaria che si forma quando i sedimenti della spiaggia vengono cementati da processi naturali.

La sabbia si consolida.

Si formano superfici rocciose.

E il risultato può ricordare una pavimentazione artificiale.

In alcuni casi in maniera sorprendente.

Ma non significa che sia stata costruita dai Romani.

E soprattutto non dimostra che qui passasse la Via Aurelia.

La strada romana seguiva un percorso diverso.

Quindi no.

Non stiamo facendo il bagno sopra un’antica strada romana.

Stiamo facendo il bagno accanto a una formazione geologica che sembra una strada romana.

E sapete una cosa?

Secondo me è altrettanto affascinante.

UNA PISCINA NATURALE DAVANTI ALLA SPIAGGIA

La presenza della formazione rocciosa contribuisce a creare, in determinate condizioni, una zona d’acqua relativamente riparata tra la battigia e la barriera.

Ed è uno dei motivi per cui Torre Mozza viene spesso descritta come una piscina naturale.

Quando il mare è calmo, l’acqua può essere particolarmente invitante.

Trasparente.

Poco profonda in diversi punti.

Perfetta per osservare piccoli pesci.

Naturalmente non bisogna dimenticare che siamo sempre in mare aperto.

Le condizioni cambiano con il vento e le mareggiate.

E la presenza di rocce sommerse richiede attenzione.

Ma il paesaggio è davvero particolare.

E POI C’È CARBONIFERA

Poco distante da Torre Mozza troviamo un’altra località dal nome curioso.

Carbonifera.

Anche questo nome non è casuale.

Nell’Ottocento l’area era collegata al trasporto della lignite proveniente dalle miniere di Montebamboli.

Una ferrovia mineraria raggiungeva la costa.

Il materiale veniva imbarcato.

E il litorale che oggi conosciamo per il turismo balneare aveva una funzione economica completamente diversa.

È un’altra delle cose che amo di Piombino.

Anche quando sembra di essere soltanto in spiaggia, la storia continua a spuntare ovunque.

TORRE MOZZA E LA STERPAIA

Ma Torre Mozza non è soltanto storia.

Fa parte del sistema costiero della Sterpaia.

Uno dei paesaggi naturali più interessanti del litorale piombinese.

Qui troviamo spiagge sabbiose.

Dune.

Vegetazione costiera.

Aree naturali che raccontano un ambiente profondamente diverso dalle scogliere del promontorio.

E c’è un altro elemento che merita di essere conosciuto.

La Sterpaia è stata restituita alla fruizione pubblica dopo una lunghissima battaglia contro l’abusivismo edilizio.

Un recupero che ha permesso di conservare e valorizzare questo tratto di costa.

→ RADICI | La Sterpaia: la spiaggia che Piombino si è ripresa

MA PERCHÉ TUTTI PENSANO CHE SIA FOLLONICA?

Probabilmente perché Torre Mozza si affaccia sul Golfo di Follonica.

Perché si trova nella parte meridionale del territorio piombinese.

E perché molti turisti arrivano qui senza sapere esattamente dove finisca un Comune e dove cominci l’altro.

Ma c’è una differenza fondamentale tra il nome geografico di un golfo e il territorio amministrativo di una città.

Il Golfo di Follonica comprende tratti di costa appartenenti a Comuni diversi.

E Torre Mozza appartiene a Piombino.

Lo confermano le informazioni ufficiali sul territorio e sul Parco Costiero della Sterpaia.

Ma soprattutto lo racconta la sua storia.

Quella torre venne costruita dai signori di Piombino.

Per difendere le coste del loro Stato.

E continua a trovarsi qui dopo più di cinquecento anni.

TORRE MOZZA È PIOMBINO. E NON È UN DETTAGLIO.

Perché quando raccontiamo una destinazione dobbiamo imparare a riconoscerne tutte le parti.

Piombino non è soltanto il centro storico.

Non è soltanto Piazza Bovio.

Non è soltanto il porto.

Non è soltanto Baratti.

È anche Riotorto.

È anche Vignale.

È anche la Sterpaia.

È anche Carbonifera.

Ed è anche Torre Mozza.

Una città non finisce dove termina il suo centro abitato.

Il suo territorio è molto più grande.

E spesso custodisce luoghi che chi arriva da fuori non sa nemmeno appartenerle.

COME VISITARE TORRE MOZZA

Torre Mozza si raggiunge dalla costa orientale di Piombino.

Sono presenti parcheggi dedicati, generalmente a pagamento durante la stagione balneare.

La spiaggia è sabbiosa.

Il fondale presenta tratti bassi e la caratteristica formazione rocciosa sommersa.

Nella zona si trovano servizi balneari e punti di ristoro.

Il mio consiglio è di arrivare al mattino, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

E di dedicare qualche minuto anche alla torre.

Non limitatevi a fotografarla.

Pensate a quando venne costruita.

A chi la utilizzava.

Alle navi che attraversavano questo tratto di mare.

E al fatto che cinquecento anni fa qualcuno aveva già capito quanto fosse importante controllare questa costa.

MISSIONE PER I BAMBINI

Questa volta la missione è trovare due cose.

La prima è facilissima.

La torre degli Appiani.

La seconda richiede un po’ più di attenzione.

La misteriosa roccia sommersa.

Raccontate ai bambini la leggenda della strada romana.

Poi spiegate che in realtà si tratta di una formazione naturale.

È un modo bellissimo per parlare di storia, geologia e di come nascono le leggende.

E magari scoprire che la natura riesce a costruire cose che sembrano realizzate dagli esseri umani.

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Quindi la prossima volta che qualcuno vi dice che Piombino è soltanto un porto industriale, fate una cosa.

Mostrategli Torre Mozza.

La sabbia.

Il mare trasparente.

La torre cinquecentesca.

La misteriosa roccia sommersa.

Poi raccontategli che tutto questo appartiene a Piombino.

Che la torre venne costruita dagli Appiani.

Che questa costa faceva parte del loro Stato.

E che oggi si trova all’interno di uno dei parchi costieri più belli della Toscana.

E soltanto alla fine ditegli:

«Ah, dimenticavo. Questa non è Follonica. Questa è Piombino.»

Perché forse il problema non è che Piombino non abbia posti meravigliosi.

È che ancora troppi non sanno che le appartengono.

3 Comments

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