
Napoleone Bonaparte aveva una sorella.
Anzi, ne aveva più di una.
Ma ce n’è una che, a un certo punto della storia, diventa protagonista anche di Piombino.
Si chiamava Elisa Bonaparte Baciocchi.
E nel 1805 diventa Principessa di Piombino e Lucca.
Non è una di quelle storie che si raccontano spesso quando si parla della città.
Eppure dovrebbe essere una delle prime.
Perché per alcuni anni Piombino entrò direttamente nella geografia politica della famiglia più potente d’Europa.
Chi era Elisa?
Nata ad Ajaccio nel 1777, Elisa era sorella di Napoleone Bonaparte.
Ricevette un’educazione raffinata e sviluppò un forte interesse per la cultura, le arti e la vita politica.
Nel 1797 sposò Felice Baciocchi, ufficiale di origine corsa.
Ma ridurre la sua storia al matrimonio sarebbe un errore.
Elisa possedeva un carattere deciso.
Era ambiziosa.
E soprattutto dimostrò di voler esercitare personalmente il potere.
Nel 1805 arriva Piombino
Con l’espansione dell’Impero napoleonico, anche la geografia politica italiana cambia profondamente.
Nel 1805 Elisa riceve il governo di Piombino e successivamente quello di Lucca, dando vita al principato comunemente ricordato come Lucca e Piombino.
Il titolo è importante.
Ma lo è ancora di più quello che accade dopo.
Perché Elisa non si limita a rappresentare il potere del fratello.
Partecipa attivamente all’amministrazione dei territori affidati alla sua autorità.
Una principessa che governava davvero
Elisa si occupa di amministrazione.
Di organizzazione dello Stato.
Di cultura.
Di economia.
Di riforme.
Nel 1809 ottiene anche il governo della Toscana con il titolo di granduchessa.
La sua attività politica si svolge quindi su un territorio molto più vasto di Piombino.
Ed è importante non attribuire automaticamente alla città ogni trasformazione promossa durante il suo governo.
Ma il significato storico rimane enorme.
Piombino faceva parte di un sistema politico che collegava Lucca, Firenze, Parigi e la corte napoleonica.
Lucca e Piombino: due città unite dalla storia
Questa è una delle cose che trovo più interessanti.
Oggi Lucca e Piombino possono sembrare due città lontane.
Diverse per paesaggio.
Diverse per identità.
Diverse per immagine turistica.
Ma per alcuni anni hanno condiviso una sovrana.
Ed è un collegamento che meriterebbe di essere raccontato molto di più.
Da una parte Lucca, con la sua tradizione urbana e monumentale.
Dall’altra Piombino, affacciata sul Tirreno e strategicamente legata al mare.
Due territori differenti dentro una stessa esperienza politica.
E Napoleone?
Naturalmente la storia di Elisa non può essere separata da quella del fratello.
Fu l’ascesa di Napoleone a renderne possibile il governo.
Ma sarebbe sbagliato considerarla soltanto una sua emanazione.
Elisa aveva capacità politiche e amministrative proprie.
E seppe esercitarle.
Questo non significa che il suo governo fosse privo di contraddizioni.
Le trasformazioni napoleoniche portarono innovazioni, ma anche imposizioni e conflitti con le tradizioni locali.
È proprio questa complessità a renderla interessante.
Cercare Elisa a Piombino
Per iniziare questo viaggio partirei dalla Cittadella.
È uno dei luoghi che meglio permettono di raccontare il passaggio tra le diverse epoche del potere piombinese.
Gli Appiani.
Le trasformazioni della città.
L’età napoleonica.
Poi allargherei lo sguardo.
Verso Lucca.
Verso Portoferraio.
Verso l’Elba.
Perché Elisa è uno dei personaggi che permettono di costruire un itinerario storico attraverso luoghi che oggi siamo abituati a visitare separatamente.
Il mio consiglio
Quando passeggiate per Piombino, provate a pensare a quante volte questa città sia entrata nelle grandi vicende europee.
Leonardo da Vinci.
Cesare Borgia.
Gli Appiani.
Gli Aragonesi.
E poi Napoleone.
Ma questa volta il personaggio da ricordare è una donna.
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Elisa Bonaparte non fu soltanto la sorella di Napoleone.
Fu una donna che esercitò il potere in un’Europa che stava cambiando radicalmente.
E per alcuni anni, dentro quella storia europea, c’era anche Piombino.



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