
C'è un angolo di Piombino davanti al quale si può passare senza avere la minima idea di quello che si sta guardando.
Scendete dal centro storico verso il piccolo Porticciolo di Marina.
Il mare davanti, le barche, le case addossate alla costa.
Poi fermatevi.
Perché proprio qui si trovano le Fonti di Marina, conosciute anche come Fonti dei Canali.
E quelle piccole teste che vedete sulla fontana nascondono una storia che ci porta indietro di quasi ottocento anni.
Con un nome sorprendente, quello che la tradizione collega alle sculture:
Nicola Pisano.
UNA FONTE CHE RACCONTA IL DUECENTO
Le Fonti di Marina furono realizzate durante il dominio della Repubblica di Pisa, sfruttando una sorgente naturale che alimentava il sistema idrico del monumento.
L’iscrizione medievale riporta l’anno 1248, secondo il computo cronologico pisano allora in uso.
È una testimonianza preziosa perché conserva anche i nomi delle persone coinvolte nella realizzazione dell’opera, tra cui il maestro Dorgodorio e Cambio.
Ma il dettaglio più affascinante sono le teste zoomorfe dalle quali sgorga l’acqua.
Tradizionalmente attribuite a un giovane Nicola Pisano, rappresentano uno degli elementi artistici più interessanti del monumento.
L’attribuzione, tuttavia, non deve essere considerata definitivamente dimostrata.
Oggi le sculture originali sono conservate in sede museale, mentre alla fonte sono collocate delle copie.
Quelle teste sono tradizionalmente attribuite a Nicola Pisano
Le sculture delle Fonti di Marina sono tradizionalmente attribuite alla fase giovanile di Nicola Pisano, uno dei più importanti scultori del Medioevo italiano.
Si tratta però di una tradizione: l’attribuzione non è certa.
Lo stesso Nicola Pisano che qualche anno dopo avrebbe realizzato opere destinate a diventare fondamentali nella storia dell'arte italiana.
Ed è una cosa che trovo incredibile.
Perché potete scendere verso un piccolo porticciolo di Piombino pensando di andare semplicemente a vedere il mare e ritrovarvi davanti a un luogo collegato a uno dei grandi protagonisti della scultura medievale.
Questo è esattamente il tipo di Piombino che mi piace raccontare.
Quella che non si mette subito in mostra.
Devi sapere dove guardare.
Ma attenzione: quelle che vedete alle Fonti non sono le originali
Ed eccoci alla curiosità nella curiosità.
Le teste che oggi vedete sulle Fonti di Marina non sono le sculture medievali originali.
Per ragioni di conservazione, gli originali sono stati rimossi e sostituiti con copie.
E quindi?
Dove sono finite?
Non molto lontano.
Gli originali sono all'ultimo piano del Castello di Piombino
Questa è la parte che inserirei assolutamente nel vostro itinerario.
Le teste originali delle Fonti di Marina sono conservate all'ultimo piano del Castello di Piombino.
Ed è lì che potete osservarle da vicino.
Quindi, in un certo senso, per completare questa storia dovete visitare due luoghi.
Prima le Fonti, nel punto per cui furono create.
Poi il Castello, per vedere gli originali.
Ed è un piccolo percorso che adoro perché collega due angoli apparentemente lontani della città.
LO SAPEVI?
Le Fonti sono conosciute anche come Canali di Marina.
Le teste scolpite funzionavano come bocche d'acqua: l'acqua fuoriusciva direttamente dalle loro bocche per alimentare la fontana.
Provate a immaginare la scena nel Duecento.
Niente porto turistico.
Niente città moderna.
Persone che scendevano qui per approvvigionarsi d'acqua, davanti alle stesse figure che ancora oggi possiamo osservare.
Perché proprio qui?
La posizione delle Fonti non è casuale.
Siamo sotto il nucleo storico della città e vicino al mare.
Questo piccolo angolo racconta quindi qualcosa che spesso dimentichiamo quando osserviamo i grandi monumenti:
la vita quotidiana.
La storia non è fatta soltanto di principi, assedi, Leonardo e fortezze.
È fatta anche di acqua.
Di persone che devono bere.
Di marinai.
Di famiglie.
Di gesti ripetuti ogni giorno.
Ed è forse proprio questo che rende le Fonti così affascinanti.
Un dettaglio che cambia completamente una passeggiata
Se non conoscete la loro storia, le Fonti possono sembrare semplicemente un elemento antico vicino al porto.
Se sapete che risalgono al XIII secolo e che le loro sculture sono tradizionalmente attribuite a Nicola Pisano, improvvisamente tutto cambia.
È il principio su cui sto costruendo questa parte del sito.
Non voglio soltanto dirvi:
“andate qui.”
Voglio raccontarvi perché vale la pena fermarsi.
Perché spesso il confine tra un luogo che ignoriamo e un luogo che ci affascina è semplicemente conoscere la sua storia.
Come le visiterei
Io farei così.
Partite da Piazza Bovio.
Scendete verso il Porticciolo di Marina.
Cercate le Fonti e fermatevi a osservare le teste.
Poi risalite verso il centro storico e raggiungete il Castello di Piombino.
Salite fino all'ultimo piano.
Ed eccole.
Le originali.
Quelle che per secoli hanno fatto parte delle Fonti.
È una piccola caccia al tesoro medievale dentro Piombino.
E probabilmente è proprio questo il modo più bello per scoprirle.
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Il punto perfetto da cui iniziare.
Ci sono monumenti che fanno di tutto per farsi notare.
E poi ci sono luoghi come questo.
Quasi nascosti sotto la città.
Davanti al mare.
Con quasi ottocento anni di storia.
Le Fonti di Marina non hanno bisogno di essere più grandi.
Hanno soltanto bisogno di essere raccontate.
FONTI E APPROFONDIMENTI
Mauro Carrara, Piombino: frammenti dal passato, Consiglio regionale della Toscana, Edizioni dell’Assemblea, 2015, capitolo «Fonti o Canali di Marina», pp. 228 e seguenti.
Comune di Piombino, documentazione storico-artistica sulle Fonti di Marina.
La pubblicazione regionale conferma l’iscrizione e il contesto medievale.



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