Vicino a Riotorto, tra campi coltivati e antiche vie di comunicazione, gli archeologi hanno riportato alla luce un insediamento che racconta quasi mille anni di storia. E che potrebbe cambiare il modo in cui immaginiamo la Piombino romana.

Quando pensiamo all’archeologia di Piombino, pensiamo quasi sempre agli Etruschi.

A Populonia.

Alle necropoli affacciate sul Golfo di Baratti.

Ai reperti custoditi nel Museo Archeologico.

Eppure, pochi chilometri più a sud, nella campagna vicino a Riotorto, si nasconde un’altra storia.

Una storia romana.

Fatta di ville, strade, commerci, terme e persone che per secoli hanno abitato questo territorio.

Una storia che oggi sta lentamente tornando alla luce.

Benvenuti a Vignale.

UNA VILLA ROMANA NASCOSTA SOTTO I CAMPI

Immaginate di attraversare la campagna di Riotorto.

Intorno a voi ci sono terreni agricoli, strade e poderi.

Un paesaggio che apparentemente non lascia immaginare la presenza di un importante insediamento antico.

Eppure proprio qui, sotto la superficie dei campi, si conservano le testimonianze di un complesso archeologico straordinario.

Il sito di Vignale è conosciuto dagli studiosi da molto tempo.

Già nell’Ottocento furono effettuate indagini archeologiche.

Successivamente, durante il Novecento, le lavorazioni agricole riportarono alla luce nuovi materiali.

Ma è soprattutto dal 2003, e con le ricerche sistematiche avviate negli anni successivi dall’Università di Siena, che Vignale è diventato protagonista di un importante progetto archeologico.

E quello che gli studiosi hanno scoperto racconta una storia molto più lunga di quanto si potesse immaginare.

PRIMA DELLA VILLA: UNA CAMPAGNA GIÀ ABITATA

Le ricerche archeologiche indicano che l’area era frequentata già in epoca preromana.

Ma è durante il periodo romano che il sito comincia ad assumere una struttura più riconoscibile.

Intorno al II secolo a.C. viene realizzato un insediamento agricolo.

Una fattoria.

Un luogo legato alla coltivazione della terra e allo sfruttamento delle risorse del territorio.

Siamo in una fase storica nella quale Roma sta progressivamente trasformando l’organizzazione economica e territoriale dell’Etruria.

La campagna non è più soltanto uno spazio agricolo.

Diventa parte di un sistema di produzione, trasporti e scambi sempre più articolato.

E Vignale si trova in una posizione particolarmente interessante.

UNA VILLA ROMANA VICINO AL MARE

Nella seconda metà del I secolo a.C. l’insediamento viene profondamente trasformato.

Accanto alla precedente struttura agricola si sviluppa un complesso più importante, interpretato dagli archeologi come una villa romana.

Non dobbiamo immaginare necessariamente una villa come quelle che oggi associamo alle residenze di lusso.

Nel mondo romano le ville potevano svolgere funzioni diverse.

Residenziali.

Agricole.

Produttive.

E in alcuni casi anche legate all’accoglienza e ai collegamenti stradali.

A Vignale queste funzioni sembrano essersi intrecciate nel corso dei secoli.

Il complesso si trovava inoltre in un paesaggio molto diverso da quello attuale.

Anticamente, infatti, questa zona era vicina alla laguna di Falesia.

Un ambiente costiero che oggi non esiste più nella stessa forma.

E questo dettaglio cambia completamente il modo in cui dobbiamo immaginare il sito.

VIGNALE E L’ANTICA VIA AURELIA

Uno degli aspetti più affascinanti riguarda la posizione dell’insediamento rispetto alla viabilità romana.

Vignale si trovava lungo un importante sistema di collegamenti della costa tirrenica, nell’area interessata dai tracciati dell’antica Via Aurelia e dell’Aemilia Scauri.

Le strade romane non servivano soltanto a spostare gli eserciti.

Erano fondamentali per il commercio.

Per il trasporto delle merci.

Per i viaggiatori.

Per le comunicazioni tra città e territori.

E proprio la posizione di Vignale ha portato gli studiosi a interrogarsi sulla possibilità che il complesso svolgesse anche la funzione di mansio.

CHE COS’ERA UNA MANSIO?

Nel mondo romano una mansio era una stazione di sosta inserita nella rete dei collegamenti stradali.

Un luogo dove chi viaggiava poteva trovare strutture e servizi utili per proseguire il percorso.

Ma attenzione.

L’identificazione di Vignale come mansio non è una certezza archeologica definitiva.

Gli studiosi hanno discusso questa interpretazione e le ricerche più recenti hanno modificato alcune ricostruzioni precedenti, soprattutto riguardo alla posizione esatta della strada antica e alla distribuzione degli edifici.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’archeologia.

Non tutte le risposte sono definitive.

Ogni nuova scoperta può cambiare il modo in cui interpretiamo un luogo.

LE TERME DI VIGNALE

E arriviamo a una delle scoperte più interessanti.

Nel sito sono state individuate strutture termali appartenenti a fasi differenti.

Gli archeologi hanno riconosciuto almeno tre impianti, non tutti ancora completamente compresi nelle loro caratteristiche e nella loro cronologia.

La presenza di ambienti termali ci racconta qualcosa di importante.

Vignale non era soltanto un semplice insediamento agricolo.

Nel corso della sua storia il complesso possedeva strutture articolate, compatibili con funzioni residenziali e con una certa complessità organizzativa.

E questo rende ancora più interessante la ricostruzione della vita quotidiana.

QUANDO IL MONDO ROMANO CAMBIA

La storia di Vignale non termina con la fine dell’età imperiale.

Il sito continua a essere utilizzato e trasformato durante la tarda antichità.

Gli edifici cambiano funzione.

Alcuni ambienti vengono modificati.

Altri vengono progressivamente abbandonati.

Tra il VI e il VII secolo d.C. una parte delle strutture ormai in rovina viene utilizzata come area funeraria.

È un passaggio straordinario.

Perché nello stesso luogo si sovrappongono funzioni completamente diverse.

Prima la produzione agricola.

Poi la villa.

Le strutture termali.

Le trasformazioni tardoantiche.

E infine le sepolture.

Quello che per una generazione era stato uno spazio abitato, per un’altra diventa un luogo destinato ai morti.

QUASI MILLE ANNI DI STORIA

La lunga frequentazione del sito rende Vignale particolarmente importante.

Non stiamo parlando soltanto di una villa romana.

Stiamo parlando di un territorio che cambia attraverso i secoli.

Di edifici che vengono costruiti, modificati e abbandonati.

Di un paesaggio che si trasforma.

E di una comunità che lascia tracce materiali della propria esistenza.

Le indagini archeologiche permettono di seguire queste trasformazioni dal periodo preromano fino all’alto Medioevo.

Un arco cronologico straordinario.

E tutto questo nella campagna di Piombino.

L’ARCHEOLOGIA CHE COINVOLGE LE PERSONE

Ma Vignale possiede un’altra caratteristica che lo rende speciale.

Il progetto di ricerca non si è limitato agli scavi.

Nel corso degli anni, gli archeologi dell’Università di Siena hanno sviluppato un percorso di archeologia pubblica e partecipata.

Un progetto conosciuto come Uomini e Cose a Vignale.

L’obiettivo è stato quello di coinvolgere la comunità locale.

Scuole.

Associazioni.

Cittadini.

Persone interessate alla storia del territorio.

Perché l’archeologia non deve essere necessariamente qualcosa di distante.

Non deve appartenere soltanto agli studiosi.

Può diventare uno strumento per conoscere meglio il luogo in cui viviamo.

E per costruire un rapporto diverso con il patrimonio culturale.

PERCHÉ VIGNALE È IMPORTANTE PER PIOMBINO?

Perché ci ricorda una cosa fondamentale.

La storia di Piombino non si esaurisce nel suo centro storico.

E nemmeno a Populonia.

Il territorio comunale conserva testimonianze di epoche e comunità differenti.

Gli Etruschi di Populonia.

I Romani di Vignale.

Il Medioevo.

Gli Appiani.

Le bonifiche.

L’agricoltura.

Le attività minerarie.

L’industria.

E il turismo contemporaneo.

Tutto questo appartiene alla stessa storia territoriale.

Vignale è uno dei luoghi che ci aiutano a comprenderla.

COME SCOPRIRE VIGNALE

Il sito archeologico si trova nella campagna nei pressi di Riotorto, nel Comune di Piombino.

Non va considerato un parco archeologico con accesso libero e continuativo.

Le possibilità di visita dipendono dalle attività di ricerca, dalle iniziative pubbliche e dalle aperture organizzate.

Per conoscere eventuali occasioni di visita è opportuno consultare le comunicazioni dell’Università di Siena e dei soggetti coinvolti nel progetto.

Per approfondire la storia del territorio romano di Piombino, una visita al Museo Archeologico del Territorio di Populonia rappresenta un ottimo punto di partenza.

IL MIO CONSIGLIO

Quando attraversate la campagna di Riotorto, provate a immaginare il paesaggio di duemila anni fa.

Non i campi come li conosciamo oggi.

Ma una laguna.

Una strada romana.

Una villa.

Persone che lavorano.

Viaggiatori che attraversano il territorio.

Edifici termali.

E una comunità che, secolo dopo secolo, continua a trasformare questo luogo.

È una delle cose che amo di più della storia.

Ci obbliga a guardare oltre quello che vediamo.

Perché un campo può nascondere una villa romana.

Una strada moderna può attraversare un paesaggio antico.

E un piccolo paese può custodire testimonianze di una storia molto più grande.

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FONTI E APPROFONDIMENTI

1. Elisabetta Giorgi, Enrico Zanini (2024)

Vignale 1. La valutazione archeologica e il progetto di archeologia partecipata. Roma, Edizioni Quasar.

Monografia scientifica dedicata alla storia delle indagini, alla valutazione archeologica del sito e al coinvolgimento della comunità locale.

Consulta la pubblicazione scientifica

2. Enrico Zanini, Elisabetta Giorgi (2017)

La “mansio” di Vignale (Piombino): l’archeologia di un “sito minore” in una lettura antropologica “surmoderna”.

Studio dedicato alla storia dell’insediamento e alle interpretazioni della sua funzione.

Consulta lo studio

3. Elisabetta Giorgi, Enrico Zanini

Vignale (Piombino). Le terme di una villa/mansio nel tempo, tra antichità e alto medioevo.

Contributo scientifico sulle strutture termali individuate nel complesso.

Leggi la pubblicazione

4. Enrico Zanini, Elisabetta Giorgi e altri (2019)

Uomini e cose a Vignale: bilancio di un decennio di archeologia pubblica, condivisa e (forse) sostenibile.

Studio dedicato al coinvolgimento della comunità e alle attività di archeologia pubblica.

Consulta l’articolo scientifico

5. Università degli Studi di Siena — Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali

Scheda delle attività archeologiche sul campo, con informazioni sul progetto Vignale e sui responsabili scientifici.

Consulta le attività di ricerca

One Comment

  1. Pingback:RIOTORTO: L’ALTRA PIOMBINO

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