C’è un sentiero a Piombino che oggi percorriamo per raggiungere calette nascoste e panorami spettacolari.

Ma un tempo aveva una funzione completamente diversa.

Non serviva per fare trekking.

Non serviva per arrivare al mare.

E certamente non era stato pensato per fotografare tramonti.

Serviva a sorvegliare la costa.

È la Via dei Cavalleggeri.

E racconta un altro pezzo della storia di Piombino.

Quando il mare faceva paura

Oggi guardiamo il Tirreno e pensiamo alle vacanze.

Ma per secoli il mare è stato anche una possibile via d’attacco.

Le coste erano esposte alle incursioni.

Le imbarcazioni dovevano essere sorvegliate.

Le fortificazioni comunicavano tra loro.

E lungo il litorale esistevano percorsi utilizzati dagli uomini incaricati della vigilanza.

Tra questi i cavalleggeri.

Pattuglie che si spostavano lungo la costa per controllare il territorio e collegare le postazioni difensive.

Una strada militare diventata sentiero

La Via dei Cavalleggeri appartiene a questa storia.

Il sistema di sorveglianza costiera venne sviluppato e rafforzato soprattutto in età moderna.

Il tracciato collegava torri, fortificazioni e punti di osservazione.

Oggi una parte di quell’antica rete è diventata un percorso escursionistico.

Ed è una trasformazione bellissima.

Perché dove un tempo si passava per controllare possibili pericoli, oggi si cammina per scoprire il paesaggio.

Da Piombino verso Populonia

Uno dei tratti più affascinanti parte dall’area di Calamoresca.

Da qui la rete sentieristica attraversa il promontorio di Piombino.

Macchia mediterranea.

Boschi.

Scogliere.

Piccole cale.

Panorami sull’arcipelago.

Il percorso prosegue attraverso un territorio ricchissimo di testimonianze storiche e naturalistiche, fino all’area di Populonia e Baratti.

Non è però una passeggiata urbana.

Alcuni tratti sono impegnativi e presentano dislivelli, fondo irregolare e possibili criticità.

Prima di partire bisogna verificare le condizioni aggiornate della sentieristica.

Il sentiero che unisce due città

C’è una cosa che trovo particolarmente interessante.

La rete dei sentieri del promontorio collega idealmente Piombino e Populonia.

La città medievale e moderna.

E l’antica città etrusca.

Due luoghi che spesso raccontiamo separatamente.

Ma che appartengono allo stesso territorio e a una storia profondamente intrecciata.

Percorrere questi sentieri significa anche comprendere fisicamente quella relazione.

Le calette che non ti aspetti

Lungo il promontorio si incontrano accessi a piccole cale e tratti di costa poco urbanizzati.

Alcuni sono raggiungibili attraverso deviazioni.

Altri richiedono maggiore esperienza.

Ed è proprio questa dimensione a rendere il percorso speciale.

Non c’è un lungomare costruito.

Non ci sono stabilimenti a ogni curva.

C’è un paesaggio che conserva ancora una forte identità naturale.

Il mio consiglio

Non affrontate l’intero percorso senza preparazione.

Scegliete il tratto in base al tempo disponibile e alla vostra esperienza.

Portate acqua.

Scarpe da trekking.

Protezione dal sole.

E controllate sempre eventuali chiusure o modifiche dei sentieri.

Se volete iniziare con un’esperienza più semplice, potete esplorare l’area di Calamoresca e Punta Falcone.

Se invece cercate un trekking più lungo, la rete del promontorio offre percorsi che si sviluppano verso Populonia.

CONTINUA A SCOPRIRE

→ IMPERDIBILI | Calamoresca e Punta Falcone

→ IMPERDIBILI | Buca delle Fate

→ RADICI | Populonia medievale

→ IMPERDIBILI | Baratti: molto più di una spiaggia

→ RADICI | La Piombino fortificata


Per secoli questi sentieri sono stati percorsi da uomini che dovevano controllare il mare.

Oggi li attraversiamo per cercare bellezza.

E forse è proprio questo il modo migliore per scoprire Piombino: seguire strade antiche e lasciarsi sorprendere da quello che c’è oltre la curva.

One Comment

  1. Pingback:Calamoresca e Punta Falcone: il lato selvaggio di Piombino che non ti aspetti

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *