Una caletta nascosta, un sentiero tra tombe etrusche e una leggenda che racconta di creature misteriose. Benvenuti in uno dei luoghi più sorprendenti della Costa degli Etruschi.

C’è una spiaggia in Toscana che non si raggiunge in automobile.

Per arrivarci bisogna attraversare un bosco, camminare accanto a tombe etrusche e seguire un sentiero che sembra non voler svelare dove finisce.

Poi, improvvisamente, compare il mare.

E capisci perché qualcuno abbia deciso di chiamarla Buca delle Fate.

Ma aspettate.

Perché la cosa più incredibile non è nemmeno la spiaggia.

È quello che si nasconde lungo il percorso.

UNA SPIAGGIA CHE BISOGNA CONQUISTARE

Buca delle Fate si trova lungo il promontorio di Piombino, poco distante dal borgo medievale di Populonia.

Non ci sono stabilimenti balneari.

Non ci sono ombrelloni.

Non ci sono bar sulla spiaggia.

Solo rocce, macchia mediterranea e un mare che, nelle giornate più limpide, assume sfumature incredibili.

La costa è selvaggia.

Le scogliere sembrano proteggere la piccola insenatura.

E il paesaggio è così diverso dalle spiagge più conosciute della Toscana che, per un momento, potreste dimenticare dove vi trovate.

IL SENTIERO ATTRAVERSA UNA NECROPOLI ETRUSCA

Ed eccoci alla parte che preferisco.

Perché per arrivare a Buca delle Fate non attraversate soltanto un bosco.

Attraversate anche un pezzo di storia etrusca.

Il percorso più conosciuto parte dalla località Il Reciso, poco prima di Populonia Alta.

Da qui si segue il sentiero CAI 301.

La camminata richiede indicativamente 20-30 minuti, secondo il passo e le condizioni del terreno.

Lungo il percorso si incontrano tombe a camera scavate nella roccia.

Appartengono a una necropoli utilizzata negli ultimi secoli prima di Cristo, tra il III e il II secolo a.C.

Pensateci.

State andando a fare il bagno.

E lungo la strada passate accanto a luoghi nei quali, più di duemila anni fa, gli abitanti di Populonia seppellivano i propri morti.

Non è esattamente il solito tragitto verso la spiaggia.

PERCHÉ SI CHIAMA BUCA DELLE FATE?

Qui la storia incontra la leggenda.

Secondo la tradizione popolare, queste acque erano abitate da creature misteriose.

Fate.

Sirene.

Esseri capaci di attirare i marinai con il proprio canto.

Alcune versioni della leggenda raccontano di pescatori che, ammaliati da quelle voci, non facevano più ritorno.

Naturalmente siamo nel mondo del folklore.

Ma non è difficile capire perché un luogo del genere abbia alimentato racconti fantastici.

Le cavità nelle rocce.

Le onde che si infrangono contro le scogliere.

Il vento.

Il rumore del mare.

E quella sensazione di isolamento che ancora oggi caratterizza la cala.

LE ROCCE CHE SEMBRANO SCOLPITE

Un altro dettaglio interessante riguarda le rocce.

In questo tratto di costa il vento, l’acqua e gli agenti atmosferici hanno modellato la pietra creando cavità e forme particolari.

Alcune ricordano piccole grotte.

Altre sembrano scolpite intenzionalmente.

È facile immaginare come, in passato, queste forme naturali potessero essere interpretate come dimore di creature misteriose.

E così il paesaggio diventava leggenda.

IL MARE ALLA FINE DEL BOSCO

Il momento più bello arriva quando il sentiero comincia a scendere verso la costa.

La vegetazione si apre.

Compare una prima striscia di blu.

Poi le rocce.

Infine il mare.

Buca delle Fate non è una spiaggia sabbiosa e comoda.

È una cala rocciosa, con ciottoli e scogli.

L’ingresso in acqua richiede attenzione.

Ma quando il mare è tranquillo, la trasparenza dell’acqua rende questo luogo particolarmente suggestivo.

IL MIO CONSIGLIO

Non veniteci soltanto per fare il bagno.

Prendetevi il tempo di osservare il percorso.

Cercate le tombe etrusche.

Guardate le forme delle rocce.

E, quando arrivate alla cala, provate a immaginare come doveva apparire questo luogo agli abitanti dell’antica Populonia.

Portate scarpe adatte, acqua e protezione dal sole.

Evitate le giornate di mare mosso.

E se viaggiate con bambini piccoli, considerate che il sentiero e la discesa finale richiedono attenzione.

UNA MISSIONE PER I BAMBINI

Durante la passeggiata provate a cercare tre cose:

Una tomba etrusca.

Una roccia che assomiglia a una creatura fantastica.

Un punto dal quale si vede comparire il mare tra gli alberi.

Poi raccontate la leggenda delle sirene.

Vedrete che il sentiero diventerà molto più interessante.

CONTINUA A SCOPRIRE

→ RADICI | Populonia: l’unica città etrusca costruita direttamente sul mare

→ RADICI | Populonia medievale

→ IMPERDIBILI | Parco Archeologico di Baratti e Populonia

→ ITINERARI | Da Calamoresca a Baratti lungo la Via dei Cavalleggeri


A Buca delle Fate si arriva cercando una spiaggia.

Ma lungo il sentiero si incontrano tombe etrusche, rocce modellate dal vento e leggende di sirene.

E alla fine, quando compare il mare, viene quasi da chiedersi se quelle fate non esistano davvero.

3 Comments

  1. Pingback:CALA SAN QUIRICO: LA SPIAGGIA NASCOSTA SOTTO UN MONASTERO DIMENTICATO

  2. Pingback:DA CALAMORESCA A BARATTI: LE SPIAGGE SEGRETE DI PIOMBINO

  3. Pingback:PIOMBINO TRA LEGGENDE E MISTERI: LE STORIE CHE IL MARE NON HA MAI SMESSO DI RACCONTARE

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *