Una baia a pochi minuti dal centro, l’Elba davanti agli occhi e un sentiero che da qui parte alla scoperta del lato più selvaggio di Piombino.
C’è una cosa che mi diverte sempre quando qualcuno parla di Piombino senza conoscerla.
L’immaginario è più o meno questo:
porto.
traghetti.
acciaierie.
Poi arrivi a Calamoresca.
E qualcosa non torna.
Perché davanti hai una baia circondata dalla macchia mediterranea.
Acqua trasparente.
Un promontorio roccioso.
L’Isola d’Elba talmente vicina da sembrare quasi raggiungibile a nuoto.
E dietro di te c’è Piombino.
Sì. Sei ancora in città.
Ed è forse proprio questo il bello di Calamoresca.
Una spiaggia praticamente dentro Piombino
Calamoresca si trova sul lato occidentale del promontorio.
Dal centro di Piombino si raggiunge in pochi minuti.
Ed è questa vicinanza a renderla particolare.
Non bisogna attraversare chilometri di campagna.
Non bisogna raggiungere Baratti.
Non bisogna prendere nessun traghetto.
In pochissimo tempo il paesaggio urbano scompare e comincia un’altra Piombino.
Quella delle scogliere.
Della macchia mediterranea.
Dei sentieri.
E del mare aperto.
Una baia stretta tra due promontori
Calamoresca è protetta da due rilievi costieri.
Da una parte Punta Falcone.
Dall’altra il tratto di promontorio che prosegue verso la costa selvaggia in direzione di Populonia.
È questa conformazione a darle l’aspetto raccolto che la caratterizza.
Non è una lunga spiaggia lineare.
È una baia.
E appena arrivate la sensazione è quella di trovarvi davanti a una specie di anfiteatro naturale rivolto verso il mare.
E davanti c’è l’Elba
Poi alzate gli occhi.
Perché una delle cose più belle di Calamoresca è quello che avete davanti.
L’Isola d’Elba.
Non come una sagoma lontana all’orizzonte.
Ma vicina.
Presente.
Nelle giornate limpide si distinguono perfettamente i rilievi dell’isola.
E improvvisamente diventa evidente una cosa che attraversa tutta la storia di Piombino.
Piombino e l’Elba sono molto più vicine di quanto siamo abituati a pensare.
Geograficamente.
Storicamente.
Economicamente.
Culturalmente.
Da quella stessa isola arrivava l’ematite che gli Etruschi trasportavano verso Populonia per lavorare il ferro.
Secoli dopo, Piombino sarebbe diventata il principale punto di collegamento con l’isola.
Guardandola da Calamoresca, tutto questo diventa quasi intuitivo.
→ RADICI | Piombino: la città nata due volte dal ferro
Il mare cambia continuamente
Calamoresca non è una di quelle spiagge che hanno sempre lo stesso aspetto.
Dipende dalla giornata.
Dal vento.
Dalla luce.
Dal mare.
Ci sono giorni in cui l’acqua è immobile e trasparente.
Altri in cui il Tirreno mostra un carattere completamente diverso.
Ed è forse per questo che chi vive a Piombino non si stanca mai davvero di guardarla.
Perché Calamoresca non è soltanto una spiaggia.
È uno di quei posti nei quali si va anche d’inverno.
A camminare.
A prendere il sole nelle giornate belle.
A guardare il mare mosso.
A vedere il tramonto.
Perché il tramonto qui è speciale
Calamoresca guarda verso ovest.
E questo significa una cosa molto semplice.
Il sole tramonta davanti a voi.
A seconda del periodo dell’anno cambia il punto nel quale scompare.
Cambiano i colori.
Cambia la posizione rispetto alle isole.
Ma il risultato è quasi sempre spettacolare.
Il mare diventa dorato.
L’Elba si trasforma in una sagoma scura.
E nelle giornate più limpide lo sguardo può spingersi molto più lontano nell’Arcipelago Toscano e verso la Corsica.
Se dovessi scegliere un momento della giornata per portarci qualcuno che non conosce Piombino?
Probabilmente sceglierei questo.
Ma Calamoresca è soprattutto una porta
Ed è questa la parte che preferisco.
Perché Calamoresca non è soltanto una destinazione.
È l’inizio di un viaggio.
Da qui parte infatti la rete dei sentieri che attraversa il promontorio verso Populonia e Baratti.
Ed è qui che comincia uno degli itinerari più belli di Piombino.
La Via dei Cavalleggeri.
Lasciate la spiaggia.
Entrate nella macchia mediterranea.
E progressivamente incontrate:
Spiaggia Lunga.
Fosso alle Canne.
Cala San Quirico.
Buca delle Fate.
Poi Populonia.
E infine Baratti.
Un’intera costa che moltissime persone continuano a non conoscere.
→ ITINERARI | Da Calamoresca a Baratti: le spiagge segrete di Piombino
E sopra la spiaggia c’è Punta Falcone
Guardando verso il promontorio che chiude la baia incontriamo un’altra storia.
Punta Falcone.
Oggi è un parco.
Un luogo per passeggiare.
Uno dei punti panoramici più belli della città.
Ma durante la Seconda guerra mondiale aveva una funzione completamente diversa.
Qui esisteva una batteria costiera destinata alla difesa del tratto di mare tra Piombino e l’Elba.
Ancora oggi sono visibili strutture militari, ricoveri e casermette.
E uno degli edifici più importanti della batteria ha avuto una trasformazione straordinaria.
Era utilizzato per individuare le navi.
Oggi serve per osservare le stelle.
Perché proprio qui si trova l’Osservatorio Astronomico di Punta Falcone.
→ RADICI | Piombino durante la Seconda guerra mondiale
→ CURIOSITÀ | Punta Falcone: dove si cercavano navi nemiche e oggi si osservano le stelle
Dal mare alle stelle in pochi minuti
Ed è questo che rende tutta quest’area così interessante.
Potete trascorrere il pomeriggio facendo il bagno a Calamoresca.
Salire a Punta Falcone.
Camminare tra le testimonianze della Seconda guerra mondiale.
Guardare il tramonto sull’Elba.
E magari terminare la giornata osservando Saturno attraverso un telescopio.
Mare.
Natura.
Storia.
Astronomia.
Tutto praticamente nello stesso posto.
Calamoresca con i bambini
Calamoresca è anche una delle spiagge più semplici da inserire in una giornata con bambini rispetto alle cale più selvagge del promontorio.
Non richiede il trekking necessario per raggiungere Buca delle Fate, Fosso alle Canne o San Quirico.
Ma permette comunque di far vivere loro un piccolo assaggio del promontorio.
E se volete trasformare la giornata in una missione, chiedete loro di trovare:
l’Isola d’Elba;
Punta Falcone;
una delle vecchie strutture militari;
e, la sera, la prima stella che compare nel cielo.
Quattro indizi per raccontare quattro Piombino diverse.
Il mio consiglio
Non venite a Calamoresca soltanto in luglio e agosto.
Venite in primavera.
In settembre.
In una giornata limpida d’inverno.
Quando soffia il vento.
Quando il mare è completamente fermo.
E soprattutto veniteci al tramonto.
Perché Calamoresca è una di quelle spiagge che appartengono alla città molto più di quanto appartengano alla stagione balneare.
E se amate camminare, usatela come punto di partenza.
Da qui comincia la parte più selvaggia del promontorio.
CONTINUA A SCOPRIRE
→ IMPERDIBILI | Punta Falcone: tra mare, guerra e stelle
→ CURIOSITÀ | L’Osservatorio Astronomico di Punta Falcone
→ RADICI | Piombino durante la Seconda guerra mondiale
→ ITINERARI | Da Calamoresca a Baratti: le spiagge segrete di Piombino
→ FUORI ROTTA | Spiaggia Lunga
→ FUORI ROTTA | Fosso alle Canne
→ FUORI ROTTA | Cala San Quirico
→ IMPERDIBILI | Buca delle Fate
Calamoresca è a pochi minuti dal centro di Piombino.
Eppure da qui potete guardare l’Elba.
Fare il bagno.
Partire a piedi verso Baratti.
Camminare tra le tracce della Seconda guerra mondiale.
Guardare il sole scomparire nel Tirreno.
E poi salire su un promontorio per osservare le stelle.
Forse il problema non è che a Piombino non ci sia niente da vedere.
È che per troppo tempo abbiamo guardato dalla parte sbagliata.

Pingback:LA COSTA SEGRETA DI PIOMBINO: IL MARE CHE NON TI ASPETTI