Un itinerario lungo la Via dei Cavalleggeri, tra calette selvagge, scogliere, antichi monasteri e un mare che non ti aspetti.

Se pensate che per trovare il mare più bello della Toscana sia necessario prendere un traghetto, forse dovreste prima conoscere questo sentiero.

Perché tra Piombino e Baratti esiste un tratto di costa che sembra appartenere a un’isola.

Piccole spiagge.

Acqua trasparente.

Boschi.

Scogliere.

Calette raggiungibili soltanto a piedi o dal mare.

E una strada antica che attraversa tutto il promontorio.

La Via dei Cavalleggeri.

Una strada nata per controllare il mare

Oggi la percorriamo per raggiungere le spiagge.

Ma in passato questa strada aveva una funzione completamente diversa.

Faceva parte della rete di sorveglianza costiera.

Serviva a collegare postazioni di controllo e permettere il passaggio degli uomini incaricati di vigilare sul territorio.

Perché il mare, per secoli, non è stato soltanto una risorsa.

Era anche una possibile via d’attacco.

Oggi quel sistema di collegamenti è diventato uno dei percorsi escursionistici più belli del promontorio.

Prima tappa: Calamoresca

Il nostro viaggio comincia da Calamoresca.

Una baia raccolta, con un mare che nelle giornate limpide assume sfumature incredibili.

Da qui si può raggiungere la rete dei sentieri del promontorio.

Il mio consiglio è di partire presto.

Non soltanto per evitare il caldo.

Ma perché questo tratto di costa merita di essere vissuto lentamente.

Seconda tappa: Spiaggia Lunga

Proseguendo verso Populonia si incontra l’area di Spiaggia Lunga.

Il nome potrebbe far pensare a una grande spiaggia sabbiosa.

Ma siamo lontanissimi dall’immagine classica delle spiagge attrezzate.

Qui il paesaggio è naturale.

La costa è rocciosa.

E il mare diventa protagonista.

Spiaggia Lunga è una delle cale che raccontano meglio il carattere selvaggio del promontorio.

Un luogo per chi ama camminare e raggiungere il mare lontano dalle zone più frequentate.

Terza tappa: Fosso alle Canne

Continuando lungo la costa si arriva a Fosso alle Canne.

Una delle spiagge più conosciute tra quelle raggiungibili attraverso la rete sentieristica.

Il nome richiama il fosso che scende verso il mare.

La cala è incastonata tra le rocce e la vegetazione.

E conserva un aspetto naturale molto particolare.

È una meta amata da chi cerca un mare limpido e un ambiente poco urbanizzato.

Quarta tappa: Cala San Quirico

Proseguendo verso Populonia si incontra Cala San Quirico.

Ed è qui che il nostro itinerario comincia a raccontare una storia completamente diversa.

Perché il nome della cala è legato a un antico complesso monastico.

Non lontano dalla costa si trovano infatti i resti del Monastero di San Quirico.

Un insediamento benedettino che rimase attivo fino alla fine del Cinquecento.

Un luogo che ci ricorda come questo promontorio non sia stato soltanto un territorio militare o naturale.

Ma anche uno spazio religioso.

Quinta tappa: Buca delle Fate

Ed eccoci a una delle cale più famose.

Buca delle Fate.

Un luogo che sembra uscito da una leggenda.

Per raggiungerlo si attraversano sentieri immersi nella macchia mediterranea.

E lungo il percorso si incontrano anche testimonianze archeologiche etrusche.

Qui il paesaggio cambia nuovamente.

Le rocce assumono forme particolari.

Compaiono le caratteristiche cavità naturali chiamate tafoni.

E il mare si apre davanti alla costa rocciosa.

È uno dei luoghi più suggestivi dell’intero promontorio.

Sesta tappa: Populonia

Dopo le calette arriviamo nell’area di Populonia.

E improvvisamente il nostro itinerario diventa anche un viaggio nella storia.

Perché qui si trovava una delle più importanti città etrusche.

Una città che controllava il mare.

Il porto di Baratti.

E il commercio del ferro proveniente dall’Elba.

Oggi possiamo visitare il borgo medievale.

La Rocca.

E il Parco Archeologico.

Un passaggio straordinario.

Dalla natura alla storia.

Ultima tappa: Baratti

Il nostro itinerario termina nel Golfo di Baratti.

Una grande spiaggia.

La pineta.

Il mare.

E dietro di noi una delle aree archeologiche più importanti della Toscana.

Dopo aver attraversato le calette selvagge del promontorio, Baratti sembra quasi un altro mondo.

Ma è proprio questa la bellezza del percorso.

In pochi chilometri si attraversano paesaggi completamente diversi.

Informazioni pratiche

Il percorso escursionistico pubblicato da Visit Tuscany misura circa 17 chilometri e richiede indicativamente 6-7 ore, senza considerare lunghe soste per il bagno.

È quindi un itinerario da affrontare con preparazione adeguata.

Le deviazioni verso le singole spiagge possono aggiungere tempo e dislivello.

Non è necessario raggiungere tutte le cale in un’unica giornata.

Anzi, il mio consiglio è di scegliere uno o due accessi al mare e dedicare loro il tempo che meritano.

Portate scarpe da trekking, acqua e protezione dal sole.

Verificate le condizioni dei sentieri prima di partire.

E ricordate che alcune discese verso le spiagge sono ripide e non adatte a tutti.

CONTINUA A SCOPRIRE

→ IMPERDIBILI | Calamoresca e Punta Falcone

→ FUORI ROTTA | Spiaggia Lunga

→ FUORI ROTTA | Fosso alle Canne

→ FUORI ROTTA | Cala San Quirico

→ IMPERDIBILI | Buca delle Fate

→ RADICI | Populonia medievale

→ IMPERDIBILI | Baratti: fai il bagno sopra 2.500 anni di storia


A Piombino abbiamo un sentiero che collega una baia a una città etrusca.

Attraversa spiagge nascoste.

Costeggia scogliere.

Passa vicino a un monastero medievale.

E termina in uno dei golfi più belli della Toscana.

E c’è ancora chi pensa che per trovare il mare più bello si debba necessariamente prendere il traghetto per l’Elba.

5 Comments

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