Da Salivoli alla Sterpaia, passando per spiagge urbane, paesaggi industriali, antiche saline e chilometri di sabbia: l’altra costa di Piombino.

Quando si parla del mare di Piombino, tutti pensano a Baratti.

Oppure a Calamoresca.

O alla Buca delle Fate.

E fanno benissimo.

Ma c’è un’altra Piombino che merita di essere raccontata.

Una costa meno fotografata.

A tratti urbana.

A tratti industriale.

Poi improvvisamente selvaggia.

Una costa dove il mare convive con la storia della città operaia, con antiche saline e con uno dei paesaggi dunali più interessanti della Toscana.

Benvenuti nell’altra costa di Piombino.

SALIVOLI: IL MARE DEI PIOMBINESI

Cominciamo da Salivoli.

Per chi vive qui non ha bisogno di presentazioni.

Per chi arriva da fuori, invece, può essere una sorpresa.

Una spiaggia cittadina.

Un porto turistico.

Barche.

Persone che fanno il bagno.

Famiglie.

La vita quotidiana che si mescola al mare.

Salivoli non è una spiaggia isolata.

Ed è proprio questo il suo carattere.

È uno dei luoghi nei quali si comprende quanto il mare faccia parte della quotidianità piombinese.

Non soltanto delle vacanze.

IL CANALETTO E I GHIACCIONI: IL MARE DELLA CITTÀ

Ci sono luoghi che difficilmente entrano negli itinerari turistici.

Non perché siano privi di storia.

Ma perché appartengono soprattutto alla geografia quotidiana di chi vive a Piombino.

Il Canaletto e i Ghiaccioni sono due nomi che aprono proprio questa dimensione.

Qui il mare va raccontato insieme alla città.

Alle sue trasformazioni.

Agli spazi urbani.

Ai cambiamenti del litorale.

Non cercherei di venderli come spiagge incontaminate.

Sarebbe sbagliato.

Li racconterei come luoghi nei quali si vede il rapporto, a volte complicato, tra la città e il proprio mare.

Perché anche questa è Piombino.

E non tutto deve essere trasformato in una cartolina.

IL QUAGLIODROMO: QUANDO IL PAESAGGIO CAMBIA

Proseguendo idealmente verso la costa orientale, il paesaggio assume un carattere completamente diverso.

Il Quagliodromo appartiene a quella geografia meno conosciuta che merita di essere esplorata con attenzione.

Qui, però, farei una distinzione importante.

Non ogni tratto di costa è necessariamente una spiaggia attrezzata o balneabile.

La presenza di aree industriali, infrastrutture e possibili limitazioni richiede di verificare sempre accessi e condizioni.

Il valore di questo tratto, per il nostro racconto, è soprattutto paesaggistico e storico.

È il punto in cui comprendiamo che il litorale di Piombino non è stato trasformato soltanto dalla natura.

Ma anche dall’uomo.

TORRE DEL SALE: QUANDO QUI C’ERANO LE SALINE

Ed eccoci a uno dei luoghi più interessanti.

Torre del Sale.

Il nome racconta già una storia.

Perché qui, alle spalle della costa, esisteva un paesaggio profondamente diverso da quello attuale.

Zone umide.

Aree paludose.

Saline.

Attività legate alla pesca e alla conservazione del pesce.

La torre faceva parte del sistema difensivo costiero del Principato di Piombino.

E ci ricorda che questo territorio era importante molto prima del turismo balneare.

Oggi il complesso storico è in condizioni di conservazione precarie e non va considerato liberamente visitabile.

Ma la sua storia merita assolutamente un articolo autonomo.

Perché qui il mare non produceva soltanto pesce. Produceva anche sale.

→ RADICI | Torre del Sale: la fortezza dimenticata delle antiche saline

PERELLI: LA PORTA DELLA COSTA ORIENTALE

Da qui entriamo progressivamente nel paesaggio delle grandi spiagge sabbiose.

Perelli è uno degli accessi alla costa orientale.

E cambia completamente la percezione del mare piombinese.

Dimenticate per un momento le scogliere del promontorio.

Qui il paesaggio è fatto di sabbia.

Dune.

Vegetazione costiera.

Orizzonti aperti.

Un’altra faccia dello stesso territorio.

LA STERPAIA: LA SPIAGGIA CHE È TORNATA A TUTTI

E adesso arriviamo a una delle storie che più mi interessa raccontare.

Perché la Sterpaia non è soltanto una bella spiaggia.

È anche una storia di trasformazione ambientale e civile.

Per anni questo tratto di costa fu interessato da un vasto fenomeno di edificazione abusiva.

Il territorio venne suddiviso in migliaia di piccoli lotti.

Comparvero costruzioni utilizzate soprattutto per la villeggiatura.

Poi cominciò un lunghissimo percorso di recupero pubblico.

Le costruzioni abusive vennero progressivamente eliminate.

Il territorio venne restituito alla fruizione collettiva.

E oggi il Parco Costiero della Sterpaia rappresenta una delle aree naturali più importanti del litorale piombinese.

Non è soltanto una storia ambientale.

È una storia che parla di un bene comune.

Di paesaggio.

E di una costa riconquistata.

OTTO CHILOMETRI DI SPIAGGIA

La Sterpaia offre circa otto chilometri di litorale sabbioso.

Perelli.

Carlappiano.

Mortelliccio.

Il Pino.

Carbonifera.

Torre Mozza.

Luoghi diversi, collegati da un paesaggio costiero fatto di dune, vegetazione e pinete.

È la Piombino che molti turisti non associano alla città.

Quella delle spiagge lunghe.

Della sabbia chiara.

Delle giornate in famiglia.

Dei bambini che possono giocare sulla battigia.

IL MIO CONSIGLIO

Non cercate di vedere tutta questa costa nello stesso modo.

Salivoli è mare urbano.

Il Canaletto e i Ghiaccioni raccontano il rapporto con la città.

Il Quagliodromo introduce il paesaggio trasformato dall’industria.

Torre del Sale parla di saline e difesa costiera.

Perelli e Sterpaia aprono il mondo delle dune e delle grandi spiagge.

È proprio la diversità a renderla interessante.

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→ RADICI | Torre del Sale

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→ RADICI | Piombino, la città tra due mari

→ RADICI | La città nata due volte dal ferro


Forse il problema è che abbiamo sempre cercato una sola immagine di Piombino.

Il porto.

Le acciaierie.

Baratti.

Ma Piombino non ha una sola costa.

Ne ha molte.

E alcune sono ancora tutte da raccontare.

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  1. Pingback:DA PERELLI A TORRE MOZZA: TUTTE LE SPIAGGE DELLA STERPAIA

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