Museo Archeologico del Territorio di Populonia, nella Cittadella di Piombino
Immagine di riferimento provvisoria: Museo Archeologico del Territorio di Populonia, nella Cittadella di Piombino. Sailko · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons. Immagine non modificata.

C’è un luogo a Piombino che racconta meglio di molti altri quanto questa città fosse importante nel Rinascimento.

È la Cittadella.

Oggi ci arriviamo passeggiando.

Attraversiamo la piazza.

Guardiamo il mare.

Magari entriamo al Museo Archeologico.

Ma nel Quattrocento questo luogo aveva una funzione completamente diversa.

Era il cuore del potere degli Appiani.

Una città dentro la città

Nella seconda metà del Quattrocento Jacopo III Appiani decise di realizzare una nuova residenza signorile.

Non un semplice palazzo.

Ma un complesso organizzato come una vera corte.

La Cittadella venne costruita tra il 1465 e il 1470, con il contributo dell’architetto e scultore fiorentino Andrea Guardi.

Comprendeva la residenza della famiglia dominante.

Una cappella.

Spazi di servizio.

Strutture destinate alla corte.

E un sistema di fortificazioni.

Era, in un certo senso, una città dentro la città.

Perché costruirla proprio qui?

Perché gli Appiani non erano soltanto una famiglia aristocratica.

Governavano uno Stato.

E avevano bisogno di una residenza capace di rappresentare il proprio potere.

La Cittadella rispondeva a questa esigenza.

Era un luogo di rappresentanza.

Ma anche uno spazio protetto.

Affacciato sul mare.

Separato, almeno in parte, dal resto della città.

E collocato in una posizione strategica.

La cappella che racconta il Rinascimento

Uno degli elementi più preziosi ancora riconoscibili è la Cappella della Cittadella, dedicata a Sant’Anna.

Realizzata da Andrea Guardi, conserva una facciata marmorea di grande eleganza.

È una testimonianza importante della cultura artistica rinascimentale arrivata a Piombino.

E ci ricorda che la corte degli Appiani non era interessata soltanto alla guerra e alle fortificazioni.

Ma anche all’architettura.

All’arte.

Alla rappresentazione del prestigio dinastico.

IL PALAZZO CHE PIOMBINO HA PERDUTO

C’è una cosa che sorprende chi visita la Cittadella.

Il palazzo principale degli Appiani, quello che costituiva il cuore della residenza signorile rinascimentale, oggi non esiste più.

Venne demolito nel 1959.

Un edificio che per secoli aveva rappresentato il potere della famiglia Appiani scomparve così dal paesaggio cittadino.

La Cittadella che vediamo oggi è quindi soltanto una parte del complesso originario.

Per immaginarla nel Quattrocento dobbiamo ricostruire mentalmente la residenza signorile, gli edifici di servizio, la cappella, gli spazi aperti e il sistema delle fortificazioni.

È una delle perdite architettoniche più significative della storia recente di Piombino.

Attenzione a non confonderlo con Palazzo Appiani, l’edificio che si trova ancora oggi all’ingresso di Piazza Bovio: sono due palazzi diversi, in due punti diversi della città.

Da Leonardo a Elisa Bonaparte

La Cittadella appartiene anche al sistema difensivo studiato da Leonardo da Vinci nei primi anni del Cinquecento.

E la storia politica della città prosegue fino all’età napoleonica, quando Piombino entra nei domini affidati a Elisa Bonaparte Baciocchi.

Non tutti gli edifici che vediamo oggi risalgono a queste epoche.

Ma il luogo permette di collegare momenti storici molto differenti.

Gli Appiani.

Leonardo.

Napoleone.

Le trasformazioni moderne.

Oggi: il Museo Archeologico

Ed è qui che la Cittadella diventa ancora più interessante.

Perché oggi ospita il Museo Archeologico del Territorio di Populonia.

Quindi nello stesso luogo possiamo raccontare la Piombino rinascimentale e, entrando nel museo, tornare indietro fino alla Populonia etrusca.

È un collegamento straordinario.

E uno dei motivi per cui consiglio sempre di visitare il museo dedicando tempo anche a ciò che lo circonda.

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La prossima volta che attraversate la Cittadella, provate a immaginare quello che non vedete più.

Il palazzo.

La corte.

Le persone.

Le cerimonie.

La vita quotidiana di una famiglia che governava uno Stato.

Perché quella che oggi sembra una piazza tranquilla, per secoli è stata uno dei luoghi più importanti della storia di Piombino.


FONTI E APPROFONDIMENTI

Mauro Carrara, Piombino: frammenti dal passato, Consiglio regionale della Toscana, Edizioni dell’Assemblea, 2015, capitolo «Cittadella, residenza dei Principi», pp. 198 e seguenti.

2 Comments

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