Tutti fotografano Piazza Bovio.
Pochissimi si fermano a pensare a quello che si trova all’ingresso della piazza.
E ancora meno persone sanno che sotto uno degli edifici più importanti di Piombino si nascondono ambienti scavati nella roccia.
Sto parlando di Palazzo Appiani.
Un edificio che oggi attraversiamo quasi distrattamente.
Ma che per secoli è stato al centro della vita politica della città.
Il palazzo dei signori di Piombino
Palazzo Appiani si trova all’ingresso di Piazza Bovio.
Non va confuso con il palazzo degli Appiani della Cittadella, un altro edificio in un altro punto della città, oggi scomparso.
La sua storia è legata alla famiglia che governò Piombino a partire dalla fine del Trecento.
Prima della costruzione della Cittadella rinascimentale, questa zona rappresentava uno dei principali luoghi del potere signorile.
La posizione era perfetta.
Da una parte la città.
Dall’altra il mare.
E soprattutto la possibilità di controllare un punto strategico del promontorio.
Una residenza affacciata sul Tirreno
Provate a immaginare il palazzo nel Quattrocento.
Non esisteva la Piazza Bovio che conosciamo oggi.
Il paesaggio era dominato da strutture difensive.
Tra queste la Rocchetta, il fortilizio che sorgeva nell’area oggi occupata dal faro.
Palazzo Appiani faceva parte di questo sistema.
Non era soltanto una dimora elegante.
Era anche un luogo strategico.
E sotto il palazzo?
Qui arriva il dettaglio più sorprendente.
Sotto il cortile e alcuni ambienti del piano terreno si trovano segrete ricavate nella roccia del promontorio.
Ambienti che raccontano un lato completamente diverso del palazzo.
Quello del controllo.
Della detenzione.
Del potere esercitato anche attraverso gli spazi chiusi.
Non dobbiamo però inventare storie di prigionieri celebri o torture senza documentazione.
Le segrete esistono.
Ma le vicende specifiche delle persone che vi furono rinchiuse richiedono ricerche archivistiche.
E vale la stessa prudenza per i passaggi segreti e i tunnel di cui si racconta a Piombino: non esiste alcuna rete di passaggi documentata, e finché non emergono prove restano leggenda.
Ed è già abbastanza affascinante sapere che sotto uno dei luoghi più fotografati di Piombino si nasconde questo pezzo di storia.
Da residenza a carcere
Nel corso dei secoli Palazzo Appiani cambiò funzione.
Durante l’età napoleonica, nel XIX secolo, il palazzo e l’area circostante furono utilizzati anche come carcere.
Successivamente l’edificio ospitò una scuola.
Un cambiamento straordinario.
Da residenza del potere a luogo di detenzione.
E poi a spazio destinato all’istruzione.
È quasi una sintesi delle trasformazioni della città.
Il palazzo che guardiamo senza vedere
Questa è una delle cose che mi colpiscono di più di Piombino.
Spesso cerchiamo la storia nei monumenti più appariscenti.
Nelle torri.
Nei castelli.
Nelle grandi piazze.
Ma a volte si nasconde dentro un edificio che abbiamo davanti tutti i giorni.
E che non abbiamo mai imparato a osservare.
Il mio consiglio
Quando arrivate in Piazza Bovio, non correte subito verso il panorama.
Fermatevi.
Guardate Palazzo Appiani.
Provate a immaginare la Rocchetta che un tempo sorgeva davanti.
Pensate alle stanze signorili.
Alle trasformazioni del palazzo.
E agli ambienti scavati nella roccia sottostante.
Attenzione: la presenza delle segrete non significa che siano normalmente visitabili. Eventuali aperture devono essere verificate.
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→ RADICI | La Piombino fortificata
Piazza Bovio è uno dei luoghi più belli della Toscana.
Ma la prossima volta che ci andrete, prima di guardare il mare, guardatevi alle spalle.
Perché a Piombino, qualche volta, le storie più interessanti sono proprio quelle che abbiamo sotto i piedi.



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