Un itinerario a piedi tra torri medievali, principesse, segrete scavate nella roccia, Leonardo da Vinci e monumenti che probabilmente hai attraversato senza sapere cosa stessi guardando.
«A Piombino cosa c’è da vedere oltre Piazza Bovio?»
La risposta potrebbe essere molto semplice.
Quasi tutto quello che non avete ancora imparato a guardare.
Perché il centro storico di Piombino è piccolo.
Si gira tranquillamente a piedi.
Ma dentro poche centinaia di metri si nascondono oltre ottocento anni di storia.
Una torre del Duecento.
Una casa medievale.
Il palazzo della famiglia che governava uno Stato.
Le sue segrete.
Una fortificazione studiata da Leonardo da Vinci.
Una corte rinascimentale.
Fontane medievali.
Un castello.
E persino monumenti che non esistono più.
Quindi mettete scarpe comode.
Oggi non vi porto nella Piombino delle cartoline.
Vi porto nella Piombino che si nasconde dietro di loro.
TAPPA 1 — TORRIONE E RIVELLINO
Cominciamo dalla porta della città
Il posto migliore per iniziare è quello dal quale, per secoli, iniziava davvero Piombino.
Il Torrione.
Siamo davanti a una delle testimonianze medievali più antiche ancora visibili in città.
Il Torrione risale al 1212.
Pensateci.
Quando venne costruito non esisteva ancora la signoria degli Appiani.
Leonardo da Vinci sarebbe nato più di due secoli dopo.
E Piazza Bovio non assomigliava minimamente a quella che vediamo oggi.
Qui si trovava la Porta a Terra.
L’accesso alla città fortificata.
Attraversarla significava entrare a Piombino.
Accanto al Torrione troviamo il Rivellino, parte del successivo rafforzamento delle difese cittadine.
Ed è qui che possiamo già capire una cosa fondamentale.
Piombino non era semplicemente un piccolo borgo sul mare.
Era una città che doveva essere difesa.
→ RADICI | Torrione e Rivellino: la porta che ha visto arrivare eserciti e re
TAPPA 2 — DENTRO LA PIOMBINO MEDIEVALE
Attraversate idealmente la Porta a Terra.
Adesso dimenticate la città moderna.
Immaginate mura.
Vicoli stretti.
Case addossate.
Botteghe.
Animali.
Artigiani.
Mercanti.
Soldati.
Campane.
Piombino era molto più piccola di oggi.
La vita era concentrata all’interno dello spazio fortificato.
Ed è proprio camminando nel centro storico che possiamo ancora leggere parte di quella struttura.
Non guardate soltanto i monumenti.
Guardate le distanze.
Le strade.
Gli angoli.
Perché una città medievale si comprende soprattutto camminandoci dentro.
TAPPA 3 — LA CASA DELLE BIFORE
Poi incontriamo uno degli edifici che preferisco.
La Casa delle Bifore.
Non è enorme.
Non è monumentale.
Non domina nessuna piazza.
Ed è proprio questo il bello.
Perché ci permette di immaginare qualcosa che i castelli non riescono a raccontare.
Come poteva apparire una casa nella Piombino medievale.
Il nome deriva dalle caratteristiche finestre divise verticalmente in due aperture.
Le bifore.
Fermatevi a guardare la facciata.
Non limitatevi a passarci davanti.
Perché edifici come questo sono piccoli sopravvissuti.
Frammenti di una città che, per il resto, è stata profondamente trasformata.
TAPPA 4 — PALAZZO COMUNALE
Proseguendo arriviamo al Palazzo Comunale.
E qui entriamo nel cuore politico della città.
Piombino sviluppò proprie istituzioni cittadine prima ancora della nascita della signoria degli Appiani.
Successivamente il palazzo divenne uno dei luoghi centrali della vita amministrativa dello Stato piombinese.
Il complesso che vediamo oggi è il risultato di trasformazioni avvenute nei secoli.
Ma il luogo continua a raccontare una cosa fondamentale.
Piombino non era semplicemente governata da qualcun altro.
Per lunghi secoli fu il centro politico di un proprio Stato.
→ RADICI | Gli Appiani: quando Piombino era la capitale di uno Stato
TAPPA 5 — IL LUOGO DELL’ASSASSINIO DI EMANUELE APPIANI
E adesso la nostra passeggiata diventa quasi un thriller rinascimentale.
Perché la storia degli Appiani non è fatta soltanto di palazzi e principati.
È fatta anche di congiure.
Lotte per il potere.
Tradimenti.
E assassinii.
Nel Quattrocento le tensioni all’interno della dinastia raggiunsero più volte livelli altissimi.
E alcuni luoghi del centro storico furono teatro di episodi violenti legati alla successione e al controllo della signoria.
Qui il consiglio è uno solo.
Quando attraversate il centro storico, ricordate che queste strade non erano semplicemente scenografie medievali.
Erano i luoghi nei quali si decideva chi avrebbe governato uno Stato.
TAPPA 6 — SANT’ANTIMO
Adesso cambiamo completamente dimensione.
Entriamo nella Piombino religiosa.
La Concattedrale di Sant’Antimo racconta una città fatta non soltanto di soldati e principi.
Ma anche di comunità.
Devozione.
Confraternite.
Cerimonie.
Morte.
Matrimoni.
Vita quotidiana.
La storia dell’edificio attraversa diversi secoli e trasformazioni.
Ed è un passaggio fondamentale per comprendere Piombino.
Perché nessuna città medievale può essere raccontata soltanto attraverso le sue fortificazioni.
TAPPA 7 — PIAZZA BOVIO
E adesso dimenticate la cartolina
Arriviamo finalmente nel luogo che tutti conoscono.
Piazza Bovio.
La piazza che entra nel mare.
Quella delle fotografie.
Dei tramonti.
Dell’Elba davanti.
Ma oggi non siamo venuti qui per fotografarla.
Siamo venuti per scoprire quello che non c’è più.
Perché questa piazza non è sempre stata così.
La sua forma attuale è il risultato di trasformazioni relativamente recenti rispetto alla lunghissima storia del promontorio.
E sulla punta sorgeva una fortificazione.
La Rocchetta.
TAPPA 8 — DOVE OGGI C’È IL FARO C’ERA UNA FORTEZZA
Guardate il piccolo faro alla fine della piazza.
Adesso cancellatelo mentalmente.
E immaginate una struttura fortificata.
La Rocchetta proteggeva questo punto del promontorio.
Un luogo strategico.
Perché da qui si controllava il mare.
Il porto.
L’Elba.
E le rotte che attraversavano il canale.
E proprio questa zona finì anche negli studi di un uomo che arrivò a Piombino nei primi anni del Cinquecento.
Leonardo da Vinci.
→ RADICI | Leonardo da Vinci a Piombino: la storia che quasi nessuno conosce
TAPPA 9 — PALAZZO APPIANI
Prima di correre verso il panorama, voltatevi.
Quello che avete alle spalle è Palazzo Appiani.
Uno dei luoghi più importanti della storia politica di Piombino.
La famiglia Appiani governò la città e il suo territorio per secoli.
E prima della realizzazione della grande residenza della Cittadella, questa zona era strettamente legata al potere signorile.
Ma il dettaglio più sorprendente si trova sotto.
Perché negli ambienti inferiori esistono spazi ricavati nella roccia, tradizionalmente indicati come segrete.
Quindi mentre migliaia di persone ogni anno fotografano il mare…
sotto i loro piedi esiste un’altra Piombino.
Più buia.
Più misteriosa.
E decisamente meno conosciuta.
→ CURIOSITÀ | Cosa si nasconde sotto Palazzo Appiani?
TAPPA 10 — SCENDIAMO A MARINA
Adesso lasciamo per un momento la città alta.
Scendiamo verso il mare.
Perché prima del grande porto moderno, Piombino aveva piccoli approdi strettamente collegati alla vita cittadina.
Uno di questi era Marina.
Provate a immaginare questo luogo secoli fa.
Barche.
Pescatori.
Merci.
Persone che salgono verso la città.
E soprattutto una necessità fondamentale.
L’acqua.
TAPPA 11 — LE FONTI DI MARINA
Ed eccole.
Le Fonti di Marina.
Datate al 1248, secondo il computo cronologico pisano.
Uno dei monumenti medievali più affascinanti e sottovalutati di Piombino.
Servivano per l’approvvigionamento dell’acqua.
Ma ciò che le rende particolarmente interessanti sono le teste zoomorfe dalle quali sgorgava l’acqua.
Le sculture originali sono state tradizionalmente attribuite al giovane Nicola Pisano.
L’attribuzione non è certa.
Ed è importante dirlo.
Ma il collegamento è talmente interessante da meritare comunque attenzione.
E c’è un’altra sorpresa.
Quelle che vedete qui non sono le teste originali.
Gli originali sono conservati altrove.
Li ritroveremo alla fine del nostro itinerario.
→ CURIOSITÀ | Le Fonti di Marina: il tesoro medievale nascosto sotto Piombino
TAPPA 12 — LA CITTADELLA
Risaliamo.
E cambiamo secolo.
Perché nella seconda metà del Quattrocento Jacopo III Appiani decide che Piombino ha bisogno di qualcosa di nuovo.
Una vera corte.
Nasce così la Cittadella.
Non semplicemente un palazzo.
Ma un complesso destinato alla famiglia dominante e alla vita della corte.
Qui lavorò Andrea Guardi.
Qui sorgeva il palazzo signorile.
Qui troviamo ancora la Cappella di Sant’Anna.
E qui possiamo capire quanto fosse cambiata Piombino.
Da città medievale fortificata a piccola capitale rinascimentale.
→ RADICI | La Cittadella di Piombino
TAPPA 13 — IL PALAZZO CHE ABBIAMO PERSO
Guardate la Cittadella.
E adesso provate a immaginare un edificio che non esiste più.
Il palazzo degli Appiani.
La residenza signorile quattrocentesca.
Uno dei luoghi più importanti della corte.
Non è andato distrutto durante un assedio medievale.
Non è stato raso al suolo da Napoleone.
È stato demolito nel 1959.
Una data che fa impressione proprio perché è così vicina a noi.
E racconta una parte della storia che non dobbiamo nascondere.
Il patrimonio di una città è fatto di ciò che abbiamo conservato.
Ma anche di ciò che abbiamo perso.
TAPPA 14 — IL MUSEO ARCHEOLOGICO
E proprio nella Cittadella oggi si trova uno dei luoghi più importanti per comprendere tutto ciò che è successo prima della Piombino medievale.
Il Museo Archeologico del Territorio di Populonia.
Entrate.
Perché qui improvvisamente il nostro viaggio torna indietro di altri mille anni.
Populonia.
Gli Etruschi.
Il ferro.
L’Anfora di Baratti.
Il Mosaico dei Pesci.
Le necropoli.
Le donne etrusche.
Il bello è proprio questo.
Siamo dentro una corte rinascimentale.
Ma il museo ci riporta alla città etrusca che esisteva molto prima di Piombino.
→ IMPERDIBILI | Museo Archeologico del Territorio di Populonia
TAPPA 15 — IL CASTELLO
Ultima tappa.
Il Castello.
Uno degli edifici che meglio raccontano la stratificazione della città.
Medioevo.
Rinascimento.
Fortificazione.
Carcere.
Novecento.
Il Castello ha cambiato funzione molte volte.
Ed è il luogo perfetto per terminare il nostro itinerario.
Ma ricordate le Fonti di Marina?
Le teste zoomorfe?
Gli originali sono conservati proprio qui, all’ultimo piano.
Il cerchio si chiude.
Siamo partiti da una porta medievale.
Abbiamo attraversato una città fortificata.
Siamo arrivati al mare.
Abbiamo scoperto un palazzo e le sue segrete.
Siamo scesi alle fonti.
Abbiamo attraversato una corte rinascimentale.
E adesso ritroviamo nel Castello le sculture che avevamo incontrato quasi all’inizio del viaggio.
→ RADICI | Il Castello di Piombino: otto secoli di storia dietro quelle mura
QUANTO TEMPO SERVE?
Il centro storico di Piombino è compatto.
Se volete semplicemente passeggiare e vedere i luoghi dall’esterno, potete costruire un itinerario di 2-3 ore.
Ma sarebbe un peccato.
Io gli dedicherei almeno mezza giornata.
E se aggiungete Museo Archeologico, Castello, soste e pranzo, può tranquillamente diventare un’intera giornata.
Perché questo non è un itinerario da correre.
È un itinerario da osservare.
SE AVETE BAMBINI: TRASFORMATELO IN UNA CACCIA AL TESORO
Date loro dieci cose da trovare.
Una torre medievale.
Una bifora.
Un animale scolpito.
Una porta antica.
Il punto dove sorgeva una fortezza.
Un palazzo con delle segrete.
Una cappella rinascimentale.
L’Isola d’Elba.
Un castello.
Una cosa che esisteva nel Medioevo e viene utilizzata ancora oggi.
Alla fine della passeggiata chiedete quale storia ricordano meglio.
Probabilmente vi sorprenderanno.
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E adesso torniamo alla domanda iniziale.
«A Piombino cosa c’è da vedere oltre Piazza Bovio?»
Una porta del Duecento.
Una casa medievale.
Una città fortificata.
Una dinastia di principi.
Congiure.
Segrete scavate nella roccia.
Fontane del 1248.
Una fortezza studiata da Leonardo.
Una corte rinascimentale.
Un palazzo scomparso.
Un museo pieno di tesori.
E un castello che conserva quasi ottocento anni di storia.
Tutto a piedi.
Tutto nel centro storico.
Quindi forse la domanda non è più:
«Cosa c’è da vedere a Piombino?»
La domanda è:
«Come abbiamo fatto per così tanto tempo a non vederlo?»

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