Torrione e Rivellino a Piombino
Immagine di riferimento provvisoria: Torrione e Rivellino a Piombino. Sailko · CC BY 2.5 · Wikimedia Commons. Immagine non modificata.

Oggi ci passiamo davanti per entrare nel centro storico.

Magari senza nemmeno fermarci.

Ma per secoli questo è stato uno dei luoghi più importanti di Piombino.

Perché quella che oggi consideriamo una porta monumentale era parte di un sistema difensivo costruito per proteggere una città contesa.

E nel 1448, davanti a quelle mura, arrivò persino un re.

Quando Piombino finiva qui

Il Torrione è tradizionalmente datato al 1212.

È una delle testimonianze più antiche della Piombino medievale ancora conservate.

Un tempo segnava uno degli accessi principali alla città.

La Porta a Terra.

Da qui si entrava nello spazio urbano protetto dalle mura.

E non era un passaggio secondario.

Controllare una porta significava controllare chi entrava.

Chi usciva.

Le merci.

Le persone.

E naturalmente gli eserciti.

Una torre non bastava più

Con il passare dei secoli cambiarono anche le tecniche militari.

L’introduzione e lo sviluppo delle artiglierie resero necessario ripensare le fortificazioni.

Le vecchie mura medievali non erano più sufficienti.

Servivano strutture capaci di resistere meglio ai colpi e proteggere gli accessi.

È in questo contesto che nasce il Rivellino.

La grande fortificazione semicircolare davanti al Torrione.

DUE EPOCHE, UNA SOLA PORTA

Il Torrione e il Rivellino sembrano quasi un unico monumento.

In realtà raccontano due momenti diversi della storia di Piombino.

Il Torrione appartiene alla fase medievale delle fortificazioni cittadine ed è tradizionalmente datato al 1212. Era una delle principali porte di accesso alla città fortificata.

Più di due secoli dopo, in un’epoca in cui le tecniche militari stavano cambiando rapidamente, il sistema difensivo venne rafforzato con il Rivellino.

La fase quattrocentesca è legata agli interventi realizzati sotto gli Appiani e al clima di crescente tensione militare che avrebbe preceduto l’assedio del 1448.

La data 1447, ancora leggibile nella documentazione monumentale, testimonia questa fase di potenziamento delle difese.

Torrione e Rivellino sono quindi la sovrapposizione perfetta di due Piombino: quella medievale e quella rinascimentale.

Nel 1448 arrivò Alfonso d’Aragona

Alfonso V d’Aragona era uno dei sovrani più potenti del Mediterraneo.

E voleva conquistare Piombino.

La città era governata da Caterina Appiani e dal marito Rinaldo Orsini.

L’assedio durò quasi tre mesi.

Ma Piombino resistette.

Gli Aragonesi non riuscirono a conquistare la città.

E alla fine dovettero ritirarsi.

Un episodio straordinario.

Che racconta quanto questa piccola città fosse importante nella politica mediterranea del Quattrocento.

Il simbolo di una città che resiste

Torrione e Rivellino non sono soltanto due monumenti.

Sono la testimonianza di una Piombino che doveva difendersi.

Di una città che aveva un proprio Stato.

Che controllava il mare.

Che attirava le ambizioni delle grandi potenze.

E che investiva nella propria sicurezza.

Il mio consiglio

Quando attraversate il Torrione, immaginate di arrivare a Piombino nel Quattrocento.

Davanti avete le fortificazioni.

Dietro le mura c’è la città.

Oltre, il mare.

E capite immediatamente perché questo luogo fosse così importante.

CONTINUA A SCOPRIRE

→ RADICI | L’assedio di Piombino del 1448

→ LE DONNE DI PIOMBINO | Caterina Appiani

→ RADICI | La Piombino fortificata

→ RADICI | Leonardo da Vinci a Piombino


Oggi attraversiamo il Torrione per entrare nel centro storico.

Ma per secoli attraversarlo significava entrare in una città che aveva imparato a difendere la propria indipendenza.

E che, almeno una volta, riuscì persino a far ritirare un re.


FONTI E APPROFONDIMENTI

Mauro Carrara, Piombino: frammenti dal passato, Consiglio regionale della Toscana – Edizioni dell’Assemblea, 2015.

Comune di Piombino, documentazione storico-culturale relativa al Torrione e al Rivellino.

Regione Toscana – Visit Tuscany, patrimonio storico e architettonico di Piombino.

Il riferimento regionale è particolarmente utile perché dedica sezioni specifiche alle fortificazioni cittadine.

One Comment

  1. Pingback:PIOMBINO SEGRETA: UN GIORNO TRA VICOLI, PALAZZI E STORIE DIMENTICATE

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *