Una piccola facciata di pietra, due finestre medievali e oltre settecento anni di storia nascosti nel centro di Piombino.

Ci sono monumenti che fanno di tutto per farsi notare.

Castelli.

Torri.

Fortezze.

E poi ci sono edifici davanti ai quali puoi passare cento volte senza renderti conto di avere davanti un pezzo rarissimo della città medievale.

La Casa delle Bifore appartiene alla seconda categoria.

Non domina Piombino.

Non ha mura gigantesche.

Non compare quasi mai nelle immagini con cui viene raccontata la città.

Eppure è uno dei luoghi che ci permettono di fare una cosa difficilissima:

immaginare com’era Piombino prima degli Appiani, prima di Leonardo, prima delle acciaierie.

SIAMO NEL TRECENTO

Per comprenderla dobbiamo tornare alla Piombino medievale.

La città era molto più piccola.

Racchiusa all’interno delle proprie difese.

Le strade erano strette.

Le abitazioni occupavano lo spazio disponibile dentro le mura.

Il mare era una via di comunicazione fondamentale.

E la Piombino che conosciamo oggi praticamente non esisteva.

In questo contesto nasce la Casa delle Bifore.

La sua origine viene fatta risalire al XIV secolo.

Ed è proprio la sua sopravvivenza a renderla importante.

Perché gran parte dell’edilizia civile medievale di Piombino è stata modificata, inglobata o sostituita nei secoli successivi.

Questa casa, invece, conserva ancora la capacità di raccontare quella città.

PERCHÉ “DELLE BIFORE”?

La risposta è sulla facciata.

Una bifora è una finestra divisa verticalmente in due aperture da una colonnina o da un piccolo elemento centrale.

È uno degli elementi architettonici più riconoscibili dell’edilizia medievale.

Ed è proprio la presenza di queste aperture ad aver dato il nome all’edificio.

Guardatele bene.

Perché sono molto più di una decorazione.

Sono una specie di finestra temporale.

Attraverso di loro possiamo immaginare una Piombino fatta di case in pietra, botteghe, vicoli e persone che vivevano concentrate all’interno della città fortificata.

PRIMA DEI PRINCIPI C’ERA UNA CITTÀ

Quando raccontiamo Piombino tendiamo inevitabilmente a parlare degli Appiani.

Ed è giusto.

La loro storia è fondamentale.

Ma Piombino esisteva prima di loro.

Prima che nel 1399 Gherardo Appiani desse origine alla signoria piombinese, qui esisteva già una comunità con le proprie istituzioni e il proprio tessuto urbano.

Il Torrione era stato costruito nel 1212.

Le Fonti di Marina portano la data del 1248, secondo il computo cronologico pisano.

E nel Trecento la città continuava a crescere all’interno delle proprie mura.

La Casa delle Bifore appartiene proprio a questa Piombino.

La Piombino prima dei principi.

UNA CASA RACCONTA PIÙ DI UN CASTELLO

I castelli raccontano il potere.

Le fortezze raccontano la guerra.

I palazzi raccontano le élite.

Una casa può raccontare qualcosa di diverso.

La vita urbana.

Naturalmente non possiamo ricostruire la quotidianità dei suoi abitanti semplicemente osservando la facciata.

Ma l’edificio ci permette di comprendere la scala della città.

Le dimensioni.

Il modo in cui veniva utilizzato lo spazio.

E soprattutto ci ricorda che la storia non è fatta soltanto dai personaggi che governavano.

È fatta anche dalle persone che abitavano intorno a loro.

FERMATEVI DAVANTI ALLA FACCIATA

Questo è uno di quei posti nei quali il mio consiglio è semplicissimo.

Fermatevi.

Guardate in alto.

Cercate le bifore.

Osservate la pietra.

Poi guardate gli edifici intorno.

È lì che accade qualcosa di interessante.

Perché improvvisamente cominciate a vedere le diverse epoche sovrapposte.

La città moderna.

Le trasformazioni successive.

E in mezzo, quasi incastrato tra tutto il resto, un frammento medievale.

COLLEGATE I PUNTI

Poi fate un piccolo esperimento.

Dalla Casa delle Bifore raggiungete il Torrione.

Dopo andate alle Fonti di Marina.

Tre luoghi.

Tre frammenti della Piombino medievale.

Il Torrione: 1212.

Le Fonti: 1248.

La Casa delle Bifore: XIV secolo.

Improvvisamente la Piombino precedente agli Appiani comincia a prendere forma.

Ed è questo che amo dei luoghi apparentemente minori.

Da soli sembrano piccoli.

Messi insieme ricostruiscono una città.

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La Casa delle Bifore non è il monumento più grande di Piombino.

Probabilmente non sarà nemmeno quello che fotograferete di più.

Ma è uno dei pochi posti nei quali possiamo ancora guardare una casa e pensare:

qualcuno vedeva Piombino da quelle finestre settecento anni fa.

E forse basta questo per fermarsi a guardarla un po’ più a lungo.

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