Sopra c’è uno dei panorami più fotografati della Toscana. Sotto, ambienti in pietra raccontano una Piombino che quasi nessuno vede.

Se siete stati a Piombino, probabilmente siete arrivati fin qui.

Avete percorso Piazza Bovio.

Avete guardato l’Elba.

Magari avete cercato la Corsica all’orizzonte.

Avete fotografato il mare da quella lingua di terra che sembra entrare nel Tirreno.

Ma quasi sicuramente non avete pensato di guardare sotto i vostri piedi.

Perché accanto alla piazza più famosa di Piombino sorge Palazzo Appiani.

E sotto Palazzo Appiani esiste un’altra Piombino.

Buia.

In pietra.

Nascosta.

Ed è qui che storia e leggenda cominciano inevitabilmente a mescolarsi.


PRIMA GUARDIAMO IL PALAZZO

Quello che oggi chiamiamo Palazzo Appiani si trova sul margine di Piazza Bovio, affacciato direttamente sul mare.

È importante non confonderlo con un altro edificio fondamentale della storia cittadina:

il Palazzo degli Appiani della Cittadella.

Sono due cose diverse.

Quello della Cittadella apparteneva al complesso della corte rinascimentale e venne demolito nel Novecento.

Quello di Piazza Bovio è invece ancora qui.

E sotto di lui si conservano ambienti che aprono una finestra sulla Piombino più nascosta.

→ RADICI | La Cittadella di Piombino

→ RADICI | Gli Appiani


SCENDIAMO

È qui che cambia completamente la percezione del luogo.

Sopra abbiamo luce.

Mare.

Vento.

Orizzonte.

Sotto troviamo pietra.

Volte.

Spazi chiusi.

Ambienti che appartengono a una struttura molto più complessa di quanto la facciata del palazzo lasci immaginare.

Ed è inevitabile che luoghi del genere abbiano alimentato racconti.

Prigioni.

Segrete.

Passaggi sotterranei.

Vie di fuga.

Cunicoli.

La Piombino sotterranea è perfetta per le leggende.

Ma proprio per questo dobbiamo fare una distinzione.


COSA SAPPIAMO DAVVERO

Gli ambienti inferiori di Palazzo Appiani esistono.

Sono la parte concreta dalla quale dobbiamo partire.

La loro presenza racconta le diverse fasi di utilizzo e trasformazione dell’edificio e dell’area urbana nella quale sorge.

Quello che invece non dobbiamo fare è prendere ogni ambiente sotterraneo e trasformarlo automaticamente in una prigione medievale.

Una stanza sotto terra non è necessariamente una segreta.

Un corridoio non è necessariamente una via di fuga.

Una porta murata non dimostra l’esistenza di un tunnel segreto.

È molto meno cinematografico.

Ma molto più interessante.

Perché significa che dobbiamo imparare a leggere l’architettura.


SOTTO IL PALAZZO

Sotto Palazzo Appiani esistono davvero ambienti sotterranei.

Non è una leggenda.

Nei locali inferiori del palazzo si trovano quelle che vengono tradizionalmente indicate come le “segrete”, ambienti che raccontano una parte molto meno luminosa della storia dell’edificio.

Durante il periodo napoleonico il complesso venne infatti utilizzato anche come carcere.

Da qui, però, bisogna distinguere la storia dalla leggenda.

Quando si parla di passaggi segreti che da Palazzo Appiani avrebbero attraversato il sottosuolo della città collegando edifici e fortificazioni, entriamo in un territorio molto più incerto.

Al momento non esistono prove sufficienti per raccontare una rete di tunnel sotto Piombino come un fatto storico accertato.

Ed è forse proprio questo il dettaglio più affascinante.

Perché sotto uno dei luoghi più fotografati della città esistono davvero spazi che raccontano secoli di storia.

Non abbiamo bisogno di inventare tunnel segreti: quello che esiste è già abbastanza sorprendente.

MA PERCHÉ UN PALAZZO PROPRIO QUI?

Adesso uscite di nuovo.

Guardate dove siete.

Il mare è praticamente sotto di voi.

Questa posizione oggi ci sembra soprattutto panoramica.

Nel Medioevo e nel Rinascimento significava molto di più.

Il mare era una via di comunicazione.

L’orizzonte era qualcosa da controllare.

Gli approdi erano fondamentali.

Le navi portavano merci, uomini, informazioni e pericoli.

E poco distante esisteva un altro elemento fondamentale della Piombino antica.

La Rocchetta.


LA ROCCA SCOMPARSA DI PIAZZA BOVIO

Dove oggi vediamo il faro, l’estremità di Piazza Bovio aveva in passato una funzione completamente diversa.

Qui sorgeva la Rocchetta.

Una struttura difensiva legata al controllo del promontorio e del mare.

Oggi è scomparsa.

Ed è uno dei luoghi fondamentali per capire quanto Piazza Bovio sia diversa dalla zona che esisteva secoli fa.

Togliete mentalmente la grande piazza panoramica.

Immaginate strutture difensive.

Edifici.

Soldati.

Il mare come confine da sorvegliare.

Improvvisamente anche Palazzo Appiani assume un significato completamente diverso.

→ CURIOSITÀ | La Rocchetta: la fortezza scomparsa di Piazza Bovio


SOPRA E SOTTO

Ed è forse questo il dettaglio che rende Palazzo Appiani così affascinante.

È un edificio che si può leggere verticalmente.

Sopra:

la città.

La piazza.

Il potere.

Il mare.

Sotto:

ambienti in pietra.

Stratificazioni.

Spazi che hanno cambiato funzione.

Tracce di una città precedente a quella che vediamo.

Due Piombino sovrapposte.


ESISTEVANO PASSAGGI SEGRETI?

Questa è la domanda inevitabile.

Ogni città con castelli e palazzi antichi possiede almeno una leggenda su un tunnel.

Piombino non fa eccezione.

Racconti di passaggi sotterranei e collegamenti tra edifici fanno parte dell’immaginario locale.

Ma dobbiamo distinguere nettamente tre cose:

un ambiente sotterraneo documentato;

un collegamento architettonico realmente individuato;

una tradizione orale su un passaggio segreto.

Non sono la stessa cosa.

Finché non abbiamo prove sufficienti, un tunnel rimane una storia.

Bellissima da raccontare.

Ma come leggenda.

E sul mio sito voglio fare proprio questo:

non eliminare le leggende, ma dire chiaramente quando stiamo entrando nel loro territorio.


PIOMBINO SOTTERRANEA ESISTE DAVVERO

Questo non significa che Piombino sotterranea sia un’invenzione.

Al contrario.

La città conserva spazi sotto il livello delle strade, ambienti appartenenti a edifici storici, strutture militari e rifugi legati soprattutto alla Seconda guerra mondiale.

Il problema è che spesso tutte queste epoche finiscono nello stesso racconto.

Medioevo.

Appiani.

Guerra.

Rifugi.

Cunicoli.

Tutto diventa genericamente “sotterraneo”.

Invece ogni spazio ha una storia diversa.

Ed è proprio ricostruendo quelle differenze che la Piombino nascosta diventa molto più interessante.


IMMAGINATE PIAZZA BOVIO PRIMA DI PIAZZA BOVIO

Questo è l’esercizio che vi consiglio.

Andate in Piazza Bovio.

Ma questa volta non guardate subito l’Elba.

Guardate Palazzo Appiani.

Poi il faro.

Poi il mare.

E provate a cancellare mentalmente la piazza contemporanea.

Ricostruite le strutture che non esistono più.

La Rocchetta.

Le trasformazioni del palazzo.

La città fortificata alle vostre spalle.

Poi pensate agli ambienti sotto il livello sul quale state camminando.

A quel punto una delle piazze più luminose di Piombino diventa improvvisamente uno dei luoghi più misteriosi della città.


LA PIOMBINO CHE NON VEDIAMO

Forse siamo troppo abituati a cercare la storia verso l’alto.

Torri.

Campanili.

Palazzi.

Mura.

Ma nelle città antiche una parte della storia è anche sotto di noi.

Cantine.

Fondazioni.

Cisterne.

Locali di servizio.

Ambienti interrati.

Strutture inglobate.

Spazi abbandonati.

Rifugi.

Ogni generazione costruisce sopra quella precedente.

Ed è così che una città diventa una stratificazione.

Piombino non fa eccezione.



FONTI E APPROFONDIMENTI

Comune di Piombino, Palazzo Appiani – scheda storico-culturale. https://www.comune.piombino.li.it/area_letturaLuogo/813/pagsistema.html

Mauro Carrara, Piombino: frammenti dal passato, Consiglio regionale della Toscana – Edizioni dell’Assemblea, 2015.

Per approfondire la storia della signoria: Patrizia Meli e Sergio Tognetti, studi sulla signoria degli Appiani nella Toscana del Quattrocento.

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→ RADICI | Gli Appiani: quando Piombino era la capitale di uno Stato

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La prossima volta che arrivate in Piazza Bovio fate quello che fanno tutti.

Andate fino in fondo.

Guardate l’Elba.

Cercate la Corsica.

Fotografate il tramonto.

Poi tornate indietro.

Fermatevi davanti a Palazzo Appiani.

E guardate verso il basso.

Perché una parte della storia di Piombino non è davanti ai vostri occhi.

È sotto i vostri piedi.

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