Lo sapevate che Piombino è stata la capitale di uno Stato?
Non un semplice borgo.
Non una cittadina dipendente da qualche grande città toscana.
Ma il centro politico di un territorio governato da una propria dinastia.
Con castelli, fortificazioni, possedimenti e interessi che si estendevano anche su alcune isole dell'Arcipelago Toscano.
E tutto questo molto prima che Piombino diventasse la città industriale che conosciamo oggi.
Per scoprire questa storia dobbiamo incontrare una famiglia.
Gli Appiani.
Tutto comincia nel 1399
Siamo alla fine del Trecento.
L'Italia è un mosaico di città, repubbliche e signorie.
Pisa attraversa una fase di grandi trasformazioni politiche.
Ed è proprio in questo contesto che Gherardo Appiani, appartenente alla famiglia che governava Pisa, dà origine alla Signoria di Piombino nel 1399.
Piombino diventa così il centro di un piccolo Stato autonomo.
Il territorio comprendeva anche Populonia, Suvereto e altri possedimenti, oltre a isole e isolotti dell'Arcipelago.
Pensateci.
Oggi guardiamo l'Elba da Piazza Bovio e pensiamo ai traghetti.
Allora quei territori erano parte di equilibri politici ed economici molto più complessi.
Perché proprio Piombino?
La risposta è davanti ai nostri occhi.
Il mare.
Piombino occupava una posizione strategica sul Tirreno, affacciata sul canale che la separa dall'Isola d'Elba.
Il controllo della costa e dei collegamenti marittimi rendeva questo piccolo Stato particolarmente importante.
Ma la sua posizione lo esponeva anche agli interessi delle potenze vicine.
Ecco perché la storia degli Appiani è strettamente legata a quella delle fortificazioni cittadine.
Mura, torri, porte e bastioni non erano soltanto strutture difensive.
Erano anche il simbolo di un potere che doveva essere continuamente protetto.
Palazzo Appiani: la storia comincia davanti al mare
Se siete a Piazza Bovio, voltatevi.
L'edificio che vedete alle vostre spalle è Palazzo Appiani.
Fu la prima residenza di Gherardo Appiani, il fondatore della Signoria.
Un edificio che oggi rischia di passare inosservato, soprattutto perché il panorama davanti è talmente bello da attirare tutta l'attenzione.
Ma fermatevi.
Perché qui è cominciata una parte fondamentale della storia politica di Piombino.
LO SAPEVI?
Palazzo Appiani cambiò funzione diverse volte.
Nel 1807 venne trasformato in bagno penale, funzione che mantenne fino al 1826.
Nel 1906 divenne sede delle scuole tecniche comunali.
E sotto il piano terra esistono ancora le antiche segrete del palazzo.
Una residenza signorile trasformata in carcere e poi in scuola.
Non male per un edificio davanti al quale molti passano soltanto per raggiungere il mare.
→ IMPERDIBILI | Piazza Bovio e le sue curiosità
Caterina Appiani: una donna al centro della storia
La storia degli Appiani non è fatta soltanto di uomini.
Tra le figure più interessanti troviamo Caterina Appiani, protagonista delle vicende politiche del Quattrocento.
Sposò il condottiero Rinaldo Orsini, che ebbe un ruolo fondamentale nella difesa della città.
Il loro nome è legato a uno degli episodi più celebri della storia piombinese.
L'assedio del 1448.
E questa è una storia che meriterebbe davvero un film.
1448: quando Piombino resistette a un re
Nel giugno del 1448, Alfonso V d'Aragona, re di Napoli, mise sotto assedio Piombino.
Da una parte uno dei sovrani più potenti del Mediterraneo.
Dall'altra una piccola città fortificata.
L'assedio durò quasi tre mesi.
Piombino resistette agli attacchi, sostenuta anche da Firenze.
Il 10 settembre 1448 Alfonso d'Aragona si ritirò.
Le difficoltà di approvvigionamento e le malattie avevano indebolito pesantemente l'esercito assediante.
La città aveva resistito.
Ed è proprio pensando a questo episodio che il Torrione, il Rivellino e le mura acquistano un significato completamente diverso.
Non sono semplicemente monumenti medievali.
Sono parte della storia di una città che ha dovuto difendere la propria autonomia.
→ RADICI | L’assedio di Piombino del 1448
La Cittadella: dove abitava il potere
Gli Appiani non lasciarono soltanto il loro nome nella storia politica.
Contribuirono a trasformare anche l'aspetto della città.
Uno dei luoghi più importanti è la Cittadella, il complesso signorile fortificato sviluppato nel Quattrocento.
Qui il potere aveva una propria sede, protetta e separata dal resto della città.
E questa è una cosa interessante da osservare.
Piombino non era soltanto circondata da mura per difendersi dall'esterno.
Anche la residenza dei governanti aveva bisogno di protezione.
La Cittadella racconta quindi un doppio rapporto: quello tra la città e i suoi nemici, ma anche quello tra il potere e la città stessa.
Nel 1594 Piombino diventa Principato
Un'altra data fondamentale è il 1594.
La Signoria di Piombino viene elevata a Principato.
La dinastia degli Appiani continua a governare fino al 1634, quando il potere passa ai Ludovisi.
Nel 1733 la successione passa ai Boncompagni Ludovisi e, nel 1805, lo Stato viene assegnato a Elisa Bonaparte Baciocchi.
Ma questa è un'altra storia.
Una storia che collega Piombino a Lucca e alla famiglia di Napoleone.
Ed è un altro esempio di quanto il passato di questa città sia molto più sorprendente di quanto immaginiamo.
Dove cercare oggi gli Appiani?
Io partirei da Palazzo Appiani, davanti a Piazza Bovio.
Poi raggiungerei la Cittadella.
Proseguirei verso il Castello e il sistema delle fortificazioni.
Infine mi fermerei al Torrione e Rivellino, pensando all'assedio del 1448.
E se avete tempo, raggiungete anche Populonia, dove la Rocca racconta un altro capitolo della presenza degli Appiani sul territorio.
Sono luoghi diversi.
Ma appartengono alla stessa storia.
Il mio consiglio
Quando visitate Piombino, non cercate soltanto i monumenti.
Cercate i collegamenti.
Perché Palazzo Appiani, il Castello, la Cittadella, il Torrione e Populonia non sono luoghi isolati.
Sono parti di un territorio che per secoli ha avuto una propria identità politica.
E questa è forse una delle cose più sorprendenti da scoprire.
Piombino non è sempre stata una città da attraversare per raggiungere un'isola.
Per secoli è stata il centro di uno Stato che governava anche territori oltre quel mare.
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FONTI E APPROFONDIMENTI
Agostino Dati, Plumbinensis Historia, edizione critica a cura di Marina Riccucci.
Fonte quattrocentesca sulla storia di Piombino dal 1399 al 1478.
Patrizia Meli e Sergio Tognetti, Il principe e il mercante nella Toscana del Quattrocento.
Studio sulla signoria di Jacopo III Appiani e sulle sue relazioni economiche e politiche.



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